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Truffa del vino, assemblea per discutere del patteggiamento

Tra i 4 e i 6 milioni di euro, rispetto agli oltre 18 contestati. Tanto potrebbe essere costretta a versare all’erario la cantina sociale di Broni Terre d’Oltrepò perché, neglia anni della gestione Cagnoni, avrebbe avuto profitti illeciti per 18 milioni e mezzo di euro, ottenuti attraverso la nota truffa commerciale del vino per cui…
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Oltrepò Pavese, il primo vino 2018 in bottiglia. Intanto proseguono i tavoli sul Consorzio

Mentre finisce in bottiglia il primo vino della vendemmia 2018, a Milano e non solo proseguono gli incontri per la creazione del nuovo consorzio di tutela. E sotto l’albero, ci sono ancora tavoli e discussioni, sempre molto accese, per capire quale sia la strada giusta da imboccare per uscire da un’empasse territoriale che dura ormai da troppo tempo. Siamo andati alla cantina sociale Torrevilla, uno dei punti di riferimento di questo nuovo corso che molti si aspettano per l’Oltrepò Pavese del vino, la stessa che con le sue dimissioni dall’ente di tutela, la scorsa estate, provocò un nuovo terremoto che ha dato origine all’attuale percorso di ricostruzione.

Oltrepò Pavese, sempre più donne nella filiera del vino

Le donne del vino fanno sul serio, non è una novità. Lo dimostra l’aumento delle aziende agricole a conduzione femminile verificatosi negli ultimi anni ma anche la loro presenza in termini di posti di lavoro all’interno di realtà complesse come le cantine sociali. Ed è anche in questo contesto che si inquadra la visita di regione lombardia alla cantina sociale Torrevilla.

Vino, Ottavia Vistarino: “L’Oltrepò riparta da zero”

Qui nel 1865 venne prodotto il primo Spumante Secco. Oggi, ben consapevoli di questa importante eredità, l’azienda Conte Vistarino si è rinnovata con l’inaugurazione di una moderna cantina capace di coniugare, in un Oltrepò vitivinicolo frazionato da mille problematiche, storia, design e tecnologia.

Vino Oltrepò, via alla rivoluzione “federalista” del Consorzio. Rolfi: “Gli ridaremo nuova vita”

La rivoluzione in senso federalista del consorzio dei vini dell’oltrepo è alle porte: a decidere sulle 6 singole denominazioni più importanti (il numero è ancora provvisorio) non sarà più un lo storico ente, ma tavoli di lavoro, come dei sottoconsorzi per così dire, che faranno comunque capo a un solo presidente, ma avranno ampia autonomia decisionale. Sarà così per riesling, metodo classico, bonarda, buttafuoco, pinot nero e sangue di giuda. È una delle principali novità emerse dal tavolo tecnico tenutosi nel pomeriggio a Milano convocato dall’assessore all’agricoltura Fabio Rolfi e a cui hanno preso parte le associazioni agricole e i principali attori pubblici e privati del settore che hanno condiviso la proposta. Questi nuovi organismi – spiegano dal pirellone - avranno il compito di gestire in maniera autonoma i disciplinari e la produzione dei prodotti, nonché un codice etico di autogoverno per consorzi e consorziati. Oltre alla profonda riforma dello statuto consorzio che dovrà essere approvata entro un mese, è stata poi stabilita la composizione in seno a Ersaf di un pool tecnico di esperti che avrà il compito di affiancare la filiera vitivinicola nella redazione di un piano di valorizzazione dei vini e del territorio. Mentre nell’ambito di un accordo tra Regione Lombardia e Assessorato all’Agricoltura e Unioncamere - Camera di Commercio di Pavia si finanzieranno nel triennio 2019-2021 azioni di promozione dei prodotti, di formazione enogastromica, di marketing territoriale e altre necessità del sistema.

Caporalato, sfruttavano richiedenti asilo africani per la vendemmia

Li prendevano alle sette di mattina, li caricavano sui furgoni, a volte strapieni, e poi li portavano a lavorare nei campi, sprovvisti di qualsiasi dotazione di sicurezza. I caporali si facevano anche pagare il trasporto, due euro a testa, sottratti alla paga giornaliera. I carabinieri di Stradella e Montù Beccaria, assieme al personale dell'Ispettorato del Lavoro di Pavia, hanno arrestato due persone nell'ambito di un servizio a largo raggio volto a contrastare il fenomeno del “caporalato”. A finire in manette due indiani, di 39 e 41 anni, entrambi residenti a Cortemaggiore nel piacentino. Assieme a loro sono state denunciate altre due persone, anche loro di origine indiana, rispettivamente presidente e vicepresidente di una cooperativa di Piacenza. La società forniva manodopera a basso costo alle aziende agricole dell'Oltrepò. Quando sono entrati in azione i carabinieri hanno bloccato due furgoni, uno stipato all'inverosimile, che stavano traportando sedici lavoratori, tutti extracomunitari di origine africana, domiciliati in diversi centri di accoglienza della provincia di Piacenza. Il meccanismo era semplice: i richiedenti asilo si recavano, a piedi, al punto di raccolta, e lì aspettavano di venire scelti per lavorare. La paga era meno di 5 euro all'ora e in una giornata i lavoratori arrivavano a guadagnare circa 40 euro. Sfruttamento vero e proprio, se si considera che -ovviamente- non venivano riconosciuti straordinari e men che meno veniva fornito il materiale di sicurezza, come guanti, scarpe e cappelli per proteggersi dal sole. Durante l’intera operazione sono stati identificati e controllati, complessivamente , 68 lavoratori stranieri, prevalentemente di origine asiatica e africana. Sono ancora al vaglio, invece, le posizioni dei titolari delle aziende agricole, divise tra San Damiano al Colle, Montecalvo Versiggia e Rovescala. Non è esclusa la contestazione di altre violazioni in materia di lavoro da parte dei Carabinieri.

Vini, Luigi Gatti al vertice del Consorzio. “Cambieremo marcia”

Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese volta pagina e sceglie i dirigenti per il prossimo triennio. Giovedì pomeriggio all’Enoteca Regionale di Cassino Po è stato investito della carica di presidente Luigi Gatti per acclamazione. Eletto l’8 maggio tra i produttori e risultato il più votato della sua categoria, Gatti, laureato in Scienze Agrarie alla Cattolica…
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