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Flash mob dei pendolari sulla Milano-Mortara per protestare contro i continui ritardi

Incatenati, a simboleggiare tutte quelle volte in cui sono costretti ad aspettare treni fermi o in ritardo, rubando tempo alle loro vite. Questa la protesta andata in scena ieri sera alla stazione ferroviaria di Milano Porta Genova, messa in atto dall’associazione pendolari MiMoAl che raggruppa gli utenti della linea Milano-Mortara-Alessandria. Una “pacifica ma determinata forma di protesta per i continui disagi”, così è stato definito il flash mob, che segna un cambio di passo nella battaglia dei pendolari per ottenere un servizio migliore. In un comunicato, infatti, l’associazione MiMoAl fa sapere che non parteciperà più ai tavoli istituzionali ma darà vita a forme di protesta plateali. “Ci siamo più volte incontrati con Trenord, Rfi e Regione Lombardia sottolineando i continui disservizi e disagi della linea ferroviaria”, si legge nella nota: “Nonostante le ripetute rassicurazioni e impegni la situazione non è migliorata e ha raggiunto l'ennesimo livello di criticità la scorsa settimana, con numerosi treni soppressi per guasti ai treni e ai passaggi a livello: da qui la decisione di abbandonare tavoli sin qui inutili e di cambiare strategia, passando alla protesta pubblica”. E purtroppo la cronaca delle ultime ore sta allungando ulteriormente l’elenco dei disservizi: lunedì il primo treno del mattino per Milano, quello in partenza da Alessandria alle 5.11, ha accumulato oltre 30 minuti di ritardo perché è stato necessario sostituire il treno inizialmente programmato. Questa mattina, invece, è toccato al treno delle 7.22 da Alessandria, giunto a Milano alle 9.10 con mezz’ora esatta di ritardo.

Un 53enne muove investito dal treno a Pieve Emanuele

Ancora una giornata di disagi per i pendolari della provincia di Pavia. Attorno a mezzogiorno un uomo di 53 anni è stato travolto e ucciso da un treno tra le stazioni di Locate Triulzi e Pieve Emanuele, sulla tratta Pavia-Milano. A causa dell'incidente, si sono registrati ritardi fino a 120 minuti sulla linee Stradella -…
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La Mortara-Casale rilancia il raddoppio per Milano

La riattivazione della linea ferroviaria Casale Monferrato – Mortara sarà un’arma in più da portare al tavolo delle trattative per chiedere il raddoppio della Milano-Mortara. Ne è convinto il consigliere provinciale Emanuele Corsico Piccolini, che rilancia per il potenziamento dell’infrastruttura dopo la firma dell’accordo che ha coinvolto anche le provincie di Alessandria e Vercelli. Al momento non è possibile stimare la quantità di pendolari che da Casale e da Candia (oltre che dai paesi vicini che potranno gravitare attorno a queste due stazioni) finiranno effettivamente a riversarsi sulla Milano-Mortara per raggiungere il capoluogo lombardo. Certo è che la cosiddetta “Freccia delle risaie” è una delle tratte che sta crescendo di più come numero di passeggeri sull’intero territorio regionale, e il fatto che al capolinea di Mortara giungerà a partire da dicembre una nuova linea di collegamento con un centro importante come Casale Monferrato non potrà che innalzare ulteriormente la quantità di viaggiatori. Per questo motivo, sostiene Corsico Piccolini, il raddoppio sarà ancora più importante, e a questo punto la Lomellina potrà trovare nuovi alleati politici in Piemonte: potrebbero essere gli stessi attori che hanno fatto rinascere la Mortara-Casale, ossia la Regione Piemonte, il comune di Casale Monferrato e la Provincia di Alessandria.

Il raddoppio della Milano-Mortara fa litigare PD e M5S

Il deputato PD Francesco Prina ottiene l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la ricerca di finanziamenti per il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara. Provvedimento inutile perché non vincolante per il parlamentare del Movimento 5 Stelle Massimo De Rosa, che lo definisce "aria fritta".

Uno spruzzo di neve e i treni vanno in tilt, disagi per i pendolari

Di neve, in fondo, non ne è poi caduta molta. Solo qualche centimetro nel pavese, poco di più in provincia di Milano. Eppure, nonostante la situazione fosse tutt'altro che critica, è stata comunque una mattinata da incubo per i pendolari che ogni giorno devono prendere il treno per arrivare a lavoro. Questa è la situazione attorno alle 8 alla stazione di Pavia: regionali in ritado di un'ora, oppure sovraffollati, tanti disagi e pure qualche soppressione. Nemmeno l'S13, il passante che collega il nostro capoluogo a Milano Bovisa, ha garantito il servizio. Il treno delle 7.53 è stato cancellato e nel primo utile si viaggiava così, tutti in piedi e stretti come sardine. Stessa situazione praticamente ovunque in provincia, da Voghera -anche qui sui tabelloni si leggono i ritardi della stragrande maggioranza dei treni, a Vigevano, dove un treno è stato soppresso e i seguenti segnavano diversi minuti di ritardo. Risultato, pendolari ammassati su una banchina dimezzata e un inizio di settimana sicuramente da dimenticare.