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Necropoli di Gambolò: spuntano altre tombe e arredi funerari. Intanto Snam dà la possibilità a continuare gli scavi

Gli scavi della necropoli longobarda di Gambolò non rimarranno degli incompiuti. Snam, infatti, avrebbe dato una disponibilità di massima a proseguire con i lavori delle squadre di archeologi anche dopo che il cantiere del metanodotto sarà terminato. Dalla scoperta delle prime tombe, infatti, incombeva la spada di Damocle del fattore tempo. Formalmente la società che…
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Scavi archeologici a Gambolò: trovate 11 tombe. Si pensa ci possa essere una città sepolta

Ora che è caduto il segreto su cosa ci sia alla Belcreda, sembra esserci molta più serenità intorno al nuovo sito archeologico scoperto in Lomellina. La piena ufficialità arriverà soltanto con le ispezioni di ulteriori esperti, ma sono state di fatto tutte confermate le indiscrezioni che parlavano di una necropoli (grande o piccola si vedrà) di epoca longobarda esattamente a fianco della circonvallazione della frazione di Gambolò. Sono stati gli scavi per il metanodotto a far venire alla luce i primi reperti, e ora una mezza dozzina di archeologi sta lavorando alacremente per capire le proporzioni della scoperta. Finora la contabilità dei ritrovamenti parla di ben 11 tombe risalenti probabilmente al VI secolo. Vediamo il dettaglio di una di queste tombe in un’esclusiva immagine ravvicinata che ci mostra il perimetro di lavoro degli archeologi. È naturale che le aspettative a questo punto siano alte, ma ancora non ci sono voci ufficiali che possano svelare i dettagli. Tutto però potrebbe cambiare velocemente, nel giro di poche ore. Per la giornata di mercoledì, infatti, sono attesi a Gambolò i vertici della soprintendenza di Milano, che saranno chiamati a fornire la loro versione. Dovranno infatti confermare o meno il valore storico dei reperti rinvenuti alla Belcreda, sulla cui autenticità ci sarebbero ormai davvero pochi dubbi. Mercoledì, insomma, potrebbe essere il giorno degli annunci ufficiali, e anche le amministrazioni locali potrebbero finalmente sbilanciarsi su quanto accaduto. Mentre continua il lavoro degli archeologi, intanto, il luogo degli scavi è sempre presidiato dalle forze dell’ordine. Permane infatti il rischio che qualcuno possa introdursi abusivamente nell’area archeologica con intenti predatori. L’occhio della vigilanza non sarà abbassato finché tutto il materiale non sarà pienamente recuperato, catalogato e messo in sicurezza.