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Casello autostradale di Pieve Albignola, un sì corale di Regione Lombardia

Il consiglio regionale ha espresso parere favorevole all’unanimità per la realizzazione di un nuovo casello autostradale sulla A7 a Pieve Albignola. La proposta era stata portata avanti dal consigliere di Forza Italia Ruggero Invernizzi. La creazione di un nuovo casello va nella direzione di fornire un accesso autostradale diretto per i mezzi pesanti a servizio della raffineria Eni di Sannazzaro e del relativo indotto. Camion che in passato transitavano dal ponte della Gerola e che ora, con il viadotto soggetto a forti limitazioni al traffico, sono invece dirottati verso Gropello Cairoli. Una situazione che sta sovraccaricando la viabilità provinciale, la cui prima vittima è stato il ponte sull’Agogna di Ferrera Erbognone, con l’effetto domino che ha portato diversi comuni a subire un’invasione di camion: prima Mezzana Bigli, poi Lomello. Il consigliere regionale della Lega Roberto Mura ha messo l’accento sulla questione sicurezza, sia per quanto riguarda il congestionamento del traffico, sia per il passaggio di merci pericolose all’interno dei paesi. “È indispensabile portare a compimento in tempi brevi la realizzazione del nuovo casello – ha detto Mura – coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e anche le realtà economiche a cominciare dall’Eni”. Insiste sul medesimo concetto anche il consigliere del PD Villani, il quale ritiene che “per realizzare l’obiettivo sia determinante il concorso finanziario delle ditte private e soprattutto della raffineria Eni di Sannazzaro, in un'ottica di responsabilità sociale d'impresa”. Sul tema si trova concorde anche il proponente dell’iniziativa Ruggero Invernizzi, secondo cui il nuovo casello potrà, oltre che risolvere problemi infrastrutturali e di sicurezza, garantire il rilancio dell'economia dell’area interessata.

La commissione regionale ambiente alla Eredi Bertè di Mortara. I politici camminano sulla montagna di rudo

Una scena decisamente inconsueta: un nutrito gruppo di esponenti politici arrampicato in cima a una montagna di rifiuti. Hanno toccato letteralmente con mano la situazione alla Eredi Bertè di Mortara i consiglieri regionali della commissione ambiente, giunti in Lomellina per un sopralluogo al deposito dove ancora giace il materiale andato a fuoco quasi un anno fa. I consiglieri si sono interfacciati con le forze dell’ordine e soprattutto con i tecnici di Arpa per fare il punto della situazione. Le procedure per il dissequestro dell’area sono partite, ma ancora non sembrano esserci molte certezze su tempi e modi della bonifica. La politica, intanto, insiste sui controlli, affermando che quello che è successo in Lomellina potrà servire a fare in modo che fatti del genere non si verifichino più.