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15mila bottiglie vendute in un anno. Il primo bilancio dell’enoteca regionale di Broni

15mila bottiglie di vino vendute (metà "a scaffale" metà servite al tavolo): è il bilancio dei primi 12 mesi di attività dell'enoteca regionale di Cassino Po (Broni) secondo i dati forniti dal gestore Filippo Arsi. Ad oggi, nell'enoteca ai piedi delle colline tra Broni e Redavalle, sono presenti circa 160 etichette di 50 cantine, gran parte delle quali dell'Oltrepò (85%), la restante parte di altre zone vitivinicole lombarde (Franciacorta, Garda, Lugana, Mantova). "Il  pareggio di bilancio - ha affermato ancora Arsi - potrebbe essere raggiunto prima del 3° anno", come ipotizzato all'avvio. Il rendiconto di avvio dell'enoteca, sorta in un'ala della cascina che un tempo fu di proprietà della fondazione Gallini, è stato presentato dal consiglio di amministrazione (Consorzio vini, Distretto vini, Strada dei vini e dei sapori, Comune di Broni) e dall'assessore all'agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava.

Broni, inizia il secondo lotto di bonifica alla Fibronit: durerà 2 anni

Broni. Il secondo lotto di bonifica della Fibronit, il più corposo, è appena iniziato e si concluderà entro 2 anni. Ne hanno dato notizia il sindaco di Broni Antonio Riviezzi e l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi, giunta in paese mercoledì mattina per un sopralluogo nel Sin, ovvero Sito inquinato di interesse nazionale. Il cantiere vero e proprio inizierà tra pochi giorni, ora i tecnici stanno eseguendo monitoraggi da confrontare con quelli che verranno fatti a lavori conclusi.

Con il primo lotto di bonifica, costato circa 6 milioni di euro, sono state messi in sicurezza gran parte dei capannoni, le finestre sono state sbarrate e le parti in cemento amianto esposte all’aria sono state trattate con vernici speciali rosse e blu che dovrebbero impedire la dispersione di fibre. Con il secondo lotto quasi tutto il cemento amianto presente nel sito dovrà essere impacchettato in tutta sicurezza e smaltito. Per ultime toccherà alle coperture e alla fine, secondo il programma, qui resteranno solo gli scheletri delle strutture, da abbattere con il terzo e ultimo lotto, che prevede anche la bonifica dei terreni.

Il sogno di liberare Broni dall’amianto è più vicino, anche se non definitivamente a portata di mano. Perché per il terzo lotto di bonifica, ad oggi, non ci sono ancora i fondi.