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Le proposte di Regione Lombardia per il turismo in provincia

L'assessore regionale al turismo Lara magoni ha incontrato alla Ster di Pavia gli operatori del settore turistico della provincia di Pavia. Con loro ha fatto il punto della situazione. "Conosco molto bene il territorio e lavoreremo insieme per renderlo ancor più appetibile" ha commentato.

Legambiente promuove la nuova norma sui fanghi

Non è dell’uso dei fanghi in agricoltura in Lombardia di cui ci dobbiamo preoccupare e nemmeno della norma Gava-Lucchini contenuta all’interno del decreto Genova. A dirlo non sono le aziende che trattano fanghi né tantomeno la politica, bensì un articolo de “La nuova ecologia”, rivista edita da Legambiente. In un articolo scritto da Damiano Di Simine, ex presidente di Legambiente Lombardia e ora responsabile per il suolo dell’associazione ambientalista, si descrive l’iter che ha portato all’attuale situazione, con un assoluzione pressoché totale di quanto si sta facendo in materia di fanghi. “La vicenda è più complessa di quanto sembra”, scrive Di Simine, analizzando come la cosiddetta norma Gava-Lucchini, ribattezzata “il codicillo infangato”, abbia in realtà salvato i depuratori lombardi introducendo un grado di sicurezza in più nell’utilizzo dei fanghi in agricoltura. Nell’articolo si spiega come, fino a pochi giorni fa, la quantità di idrocarburi presente nei fanghi veniva analizzata soltanto in Lombardia, mentre ora si fa in tutta Italia. In precedenza, al di fuori della nostra Regione, si consideravano soltanto i metalli pesanti. La sentenza del Tar, giudicando troppo permissivi i limiti inizialmente imposti dal Pirellone, aveva preso a riferimento un quantitativo che la legge contempla per i quartieri residenziali e i parchi giochi per bambini, ossia 0,050 grammi per metro cubo. Forse un eccesso di zelo, si dice nell’articolo della rivista di Legambiente, anche se subito dopo si ammette che non sta al giudice stabilire il limite, bensì alla politica, che ha poi agito stabilimento un grammo per metro cubo come quantità massima di idrocarburi nei fanghi. In maniera poco elegante perché la norma è stata inserita nel decreto per Genova, scrive Di Simine, “Ma l’emergenza c’era e far finta di niente avrebbe significato riempire le discariche di fanghi, anzi cercare discariche all’estero per mandarci un materiale che fino al giorno prima veniva utilizzato, in condizioni rigorosamente controllate, per fertilizzare i nostri campi”. L’alternativa era spegnere i depuratori. L’articolo si conclude affermando che i controlli per l’utilizzo dei fanghi in agricoltura ci sono, ma che la normativa del settore va rivista. L’esponente di Legambiente, infatti, lancia l’allarme gessi: fino a quando si parla di fanghi, i controlli ci sono. Ma basta un semplice processo chimico e i fanghi si trasformano in gessi, che per la legge vengono considerati fertilizzanti. A quel punto i controlli spariscono, con tutti i rischi del caso. La proposta dell’associazione ambientalista è quindi quella di estendere ai gessi la stessa disciplina di controllo che vige per i fanghi.

Al San Matteo inaugurata la Rianimazione, tra le più grandi d’Italia

Ventitre posti, che lo rendono uno dei più grandi reparti di terapia intensiva in Italia. Il policlinico San Matteo ha inaugurato la nuova rianimazione, all'interno del Dea. La struttura, per cui sono stati investiti 100 mila euro, è organizzata in 3 sezioni: la rianimazione generale, che risponde all’emergenza interna dei reparti ospedalieri e del pronto soccorso, la rianimazione post operatoria, dedicata a pazienti chirurgici particolarmente fragili, e la sezione di assistenza respiratoria avanzata, dedicata ai casi di rianimazione che necessitano dei supporti vitali e delle tecnologie più complesse.

Salta il consiglio regionale sui pendolari, scoppia la polemica

All'indomani dell'incontro in prefettura a Pavia, dove i vertici di Trenord hanno spiegato le cause dei continui disservizi sulle linee Milano-Mortara e Pavia-Codogno, si continua a discutere della situazione del trasporto ferroviario in Lombardia. O meglio, si dovrebbe continuare a discutere, visto che era prevista una seduta straordinaria del consiglio regionale sul tema treni per…
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Limiti sui fanghi, è finita l’emergenza per i depuratori

La fase di emergenza per i depuratori della Lombardia è alle spalle. Su questo sono d’accordo sia la Regione che le aziende che si occupano del trattamento fanghi. La norma “Gava-Lucchini” contenuta nel decreto Genova ha risolto lo stallo che si era venuto a creare dopo che il Tar aveva accolto il ricorso dei comuni smantellando la normativa regionale e portando il settore a trovarsi momentaneamente senza regole. “Uno stallo che ha causato ripercussioni enormi alle aziende che recuperano queste biomasse, alle aziende locali che le distribuiscono (i terzisti), alle aziende agricole disorientate da quanto accaduto e, soprattutto, alle aziende che operano nel settore della depurazione delle acque”, ha sottolineato Michela Allevi, dell’omonima azienda agricola di Ferrera Erbognone. “I lavori – prosegue Allevi – dovranno proseguire per elaborare proposte in tempi brevi che orientino il sistema verso soluzioni strategiche di lungo periodo capaci, ce lo auguriamo anche noi aziende, di assicurare tranquillità ai Comuni e ai cittadini”. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo guarda al futuro e si pone l’obiettivo perché “una parte consistente delle oltre 800 mila tonnellate di fanghi prodotti annualmente in Lombardia venga indirizzata ad altri usi che non riguardino soltanto il settore agricolo, come la termovalorizzazione, la produzione di laterizi o la trasformazione energetica”. L’inserimento della norma Gava-Lucchini nel decreto Genova ha suscitato polemiche a livello nazionale, in quanto molti hanno sostenuto che va di fatto a innalzare i limiti per la presenza di idrocarburi nei fanghi. Il ministro dell’ambiente Sergio Costa è intervenuto con un comunicato, specificando che sul tema c’era un vuoto legislativo, e che il limite attuale di 1 grammo a metro cubo era già stato ipotizzato dal suo predecessore Gian Luca Galletti. Costa ha inoltre annunciato che il ministero sta lavorando a un nuovo decreto con criteri più stringenti.

Casello autostradale di Pieve Albignola, un sì corale di Regione Lombardia

Il consiglio regionale ha espresso parere favorevole all’unanimità per la realizzazione di un nuovo casello autostradale sulla A7 a Pieve Albignola. La proposta era stata portata avanti dal consigliere di Forza Italia Ruggero Invernizzi. La creazione di un nuovo casello va nella direzione di fornire un accesso autostradale diretto per i mezzi pesanti a servizio della raffineria Eni di Sannazzaro e del relativo indotto. Camion che in passato transitavano dal ponte della Gerola e che ora, con il viadotto soggetto a forti limitazioni al traffico, sono invece dirottati verso Gropello Cairoli. Una situazione che sta sovraccaricando la viabilità provinciale, la cui prima vittima è stato il ponte sull’Agogna di Ferrera Erbognone, con l’effetto domino che ha portato diversi comuni a subire un’invasione di camion: prima Mezzana Bigli, poi Lomello. Il consigliere regionale della Lega Roberto Mura ha messo l’accento sulla questione sicurezza, sia per quanto riguarda il congestionamento del traffico, sia per il passaggio di merci pericolose all’interno dei paesi. “È indispensabile portare a compimento in tempi brevi la realizzazione del nuovo casello – ha detto Mura – coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e anche le realtà economiche a cominciare dall’Eni”. Insiste sul medesimo concetto anche il consigliere del PD Villani, il quale ritiene che “per realizzare l’obiettivo sia determinante il concorso finanziario delle ditte private e soprattutto della raffineria Eni di Sannazzaro, in un'ottica di responsabilità sociale d'impresa”. Sul tema si trova concorde anche il proponente dell’iniziativa Ruggero Invernizzi, secondo cui il nuovo casello potrà, oltre che risolvere problemi infrastrutturali e di sicurezza, garantire il rilancio dell'economia dell’area interessata.

Lotta alla ludopatia, partono i progetti a scuola

La lotta alla ludopatia passa anche dalle scuole. La giunta regionale ha approvato in queste ore la convenzione con l'Ufficio scolastico regionale per il sostegno ai progetti di sensibilizzazione di contrasto al gioco d'azzardo. Il provvedimento, proposto dall'assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilita' Stefano Bolognini, riguarda gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 e prevede…
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Il torrente Staffora mette a rischio 7 Comuni dell’alto Oltrepò. Servono interventi urgenti

Il torrente potrebbe mettere a rischio 7 centri abitati in tutta la Valle e bisogna intervenire. Questo in estrema sintesi il risultato dello studio sulla sicurezza idrogeologica del torrente Staffora, presentato giovedì mattina presso la sede della comunità montana a Varzi dai tecnici incaricati dalla Regione. Gli interventi in alveo, che dovrebbero essere finanziati all’interno di un maxi stanziamento del governo da 148 milioni di euro per la messa in sicurezza di tutta la Lombardia, riguardano in prevalenza tratti di fiume in diversi paesi della valle. Più precisamente, Varzi, Bagnaria, Godiasco Salice Terme e Rivanazzano Terme. Più nel dettaglio, gli interventi consisteranno nell’abbassamento delle briglie già presenti per abbassare il letto del fiume riducendo il rischio di esondazione in caso di piena.