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Vidigulfo, la minoranza attacca sulla questione degli appalti

Il giorno dopo l'operazione della fiamme gialle, che hanno scoperto l'esistenza di un sistema per truccare appalti all'interno degli uffici comunali, è il capogruppo della minoranza di Vidigulfo ad andare all'attacco. Nel comune del pavese i rapporti politici tra maggioranza e opposizione, del resto, sono da mesi ai minimi storici. Nei mesi scorsi il sindaco aveva addirittura avviato una causa per diffamazione nei confronti di due consiglieri della minoranza, chiedendo la loro estromissione dal consiglio comunale, a causa di alcuni volantini e commenti sull'operato dell'amministrazione. Tra questi, ce n'erano alcuni che sottolineavano la poca trasparenza nel sistema degli appalti.

Appalti su misura: sei misure cautelari a dipendenti dei Comuni di Vidigulfo e Miradolo

Sei misure cautelari nei confronti di altrettanti impiegati e tecnici dei comuni di Vidigulfo e Miradolo Terme, accusati di aver truccato appalti pubblici. L'operazione della guardia di Finanza di Pavia, partita un anno e mezzo fa, ha permesso di sgominare un gruppo di dipendenti che, d'accordo tra loro, organizzavano bandi di gara ad hoc in modo che fosse sempre e solo una ditta a vincerli. Stando alle indagini delle fiamme gialle il giro d'affari supererebbe i 10 milioni di euro. I sei funzionari avrebbero condizionato l’esito di quattro appalti indetti dai comuni di Vidigulfo e Miradolo Terme per i servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, rifacimento della viabilità stradale e per la gestione della farmacia comunale di Vidigulfo. A capo del gruppo c'era un ingegnere 53enne, per oltre 20 anni responsabile dell’Ufficio tecnico di Pieve Emanuele, incarico dal quale era stato rimosso nel novembre scorso. Il 53enne era stato in seguito autorizzato a prestare servizio nel comune di Vidigulfo, dove con la collaborazione degli altri 5 funzionari, membri delle commissioni aggiudicatrici, avrebbe gestito direttamente i bandi di gara, nei quali erano inseriti requisiti particolari in possesso della sola impresa aggiudicataria, di modo che questa potesse ottenere il punteggio più alto nella fase di valutazione dell’offerta. Al momento le indagini delle fiamme Gialle si sono concentrate solo sui dipendenti comunali, ma non sono escluse in futuro delle segnalazioni nei confronti dell'azienda, che ha sede a Torino. Per il 53enne a capo del gruppo sono scattati gli arresti domiciliari: gli altri 5 funzionari sono stati colpiti dall'obbligo o dal divieto di dimora.

Omicidio badante Miradolo: “Era troppo ossessivo”

Era geloso e possessivo e l’aveva minacciata di morte. Così la nipote di Ladvije Kruja, detta Dea, la badante albanese di 40 anni ritrovata cadavere nel Po nei pressi della diga di Isola Serafini nel giugno 2016 e che, come è stato confermato dalla procura di Lodi che ha arrestato il suo ex compagno con…
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