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Vigevano, la notte della maggioranza: Md non passa, poi Lega battuta sulle mense

Serata difficile in consiglio comunale per la maggioranza guidata dal sindaco Andrea Sala. I consiglieri di Gruppo Civico e Grande Vigevano annunciano il passaggio all'opposizione. Il progetto per il market Md al Cascame non ha i voti per essere approvato (ma potrà essere ripresentato), mentre arriva una clamorosa sconfitta per la Lega sulla questione delle mense scolastiche.

Il caso del supermercato Md al Cascame è l’innesco di una importante fuoriuscita dalla maggioranza in consiglio comunale a Vigevano. Sono quattro i consiglieri a passare all’opposizione. Il Gruppo Civico motiva la scelta con i contrasti emersi con gli alleati dopo la decisione di sposare la protesta dei residenti del Cascame contrari al supermercato, da cui sarebbe emersa una frattura insanabile.

Lascia la maggioranza anche Enrico Chiapparoli di Grande Vigevano: da sempre contrario al market al Cascame, ha reputato un affronto il fatto di non essere stato invitato al vertice di maggioranza che si è tenuto lunedì sera.

La situazione in consiglio comunale vede ora 11 consiglieri di minoranza e 13 di maggioranza. Un margine sottilissimo, soprattutto se si considera che ormai da tempo il gruppo della Lega non si presenta al completo a una votazione. Ogni singolo voto sarà fondamentale, come dimostrato già ieri sera nel dibattito sull’abbassamento delle rette delle mense scolastiche, che ha visto la maggioranza clamorosamente battuta su un tema su cui la Lega aveva concentrato una delle sue più grandi battaglie identitarie degli ultimi anni.

Vigevano, non passa (per ora) il progetto del market al Cascame

Finisce con un pareggio, 10 a 10, la votazione sul progetto del supermercato Md al Cascame. Dopo un attimo di confusione, il segretario comunale decreta il da farsi: secondo regolamento il punto non è approvato, ma può essere ripresentato. Termina così, almeno per ora, una vicenda che ha dilaniato la maggioranza. Rispetto alle previsioni della vigilia, in aula mancano Antonello Galiani di Forza Italia (che avrebbe forse votato no) e Raffaele Gori Aceto della Lega, da sempre perplesso sul progetto ma che voci davano come convinto dai suoi a virare sul sì. Invece non si è presentato, così come gli altri consiglieri leghisti dissidenti sul punto, Marco Comolli e Carmen Rodolfo. Si partiva da una situazione di 11 a 10 a favore del sì, modificata però quando diversi consiglieri di opposizione hanno tirato in ballo le rivelazioni dell’ex assessore Suvilla, il quale aveva reso nota un’offerta di Md per l’acquisto di un terreno comunale avanzata qualche mese prima della presentazione del progetto in discussione, che riguarda invece un terreno privato. Una trattativa che avrebbe portato al comune un milione di euro che non venne conclusa, e dall’opposizione si chiedono il perché.

Il vicesindaco Ceffa si difende, affermando che la storia non è stata raccontata per intero, e annuncia di voler fornire ulteriore documentazione.

La giunta accoglie la proposta del gruppo di minoranza Per Vigevano di istituire una commissione di indagine sul caso del fallimento della trattativa per costruire il supermercato sul terreno comunale, e annuncia di voler ritirare il punto relativo all’autorizzazione del market su terreno privato. A questo punto, però, il Pd sfida la maggioranza a votare comunque.

Si va quindi alla conta, con Monica Cotta Ramusino di Progetto Vigevano che, dopo aver espresso la sera prima parere favorevole al progetto del Cascame, decide, a seguito di un lungo confronto con il resto della minoranza e sulla base dei nuovi elementi emersi, di non partecipare alla votazione. 10 favorevoli, 10 contrari, 1 non partecipante al voto. La commissione d’indagine si farà, ed eventualmente la giunta potrà provare a ripresentare il progetto.