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Tag Archives : immigrazione

50mila euro per rilevare le impronte digitali, polemica a Mortara

La polizia locale di Mortara starebbe per dotarsi di una nuova macchina per registrare le impronte digitali. Una spesa non da poco per il comune, dato che l’attrezzatura avrebbe un valore attorno ai 50.000 euro. Una cifra che l’amministrazione conta di pagare in cinque rate annuali, per poter così sostenere i costi in tempi di bilancio non proprio rosei per il comune. La decisione di investire questa somma per l’apparecchio, però, ha suscitato non poche discussioni in città. Mortara è ancora scossa dalle polemiche per via dei fatti delle ultime settimane: il secondo incendio alla Bertè, la chiusura per inagibilità della piscina comunale coperta, la questione delle panchine di San Pio rimosse per fare un dispetto ai migranti. La previsione di spesa di 50.000 euro per una macchina per la registrazione delle impronte digitali non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

Africano palpeggia due ragazze in centro a Pavia

Ha patteggiato due anni e 8 mesi di carcere Majeng Mbye, il 21enne del Gambia accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato due ragazze a Pavia. Gli episodi risalgono ad alcune settimane fa. La notte di giovedì 31 maggio il giovane aveva aggredito una studentessa 22enne al Cravino. La ragazza stava percorrendo via Taramelli per…
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Vigevano, presidio contro la chiusura dei porti

Circa 130 persone si sono radunate in piazza Ducale, a Vigevano, per un presidio di protesta contro la politica del Governo di chiusura dei porti ai migranti provenienti dall’Africa. L’iniziativa è stata organizzata da Libera e ha visto l’adesione di diverse associazioni cittadine.

Vigevano, il Comune fa pagare più tasse a chi ospita i profughi

Le case affittate alle cooperative che ospitano richiedenti asilo saranno equiparate ad attività commerciali. Il provvedimento è stato approvato in consiglio comunale, Vigevano è uno dei primi casi a cambiare in questo senso il regolamento sugli oneri di urbanizzazione. Finora gli spazi per l’accoglienza erano considerati residenziale, d’ora in poi passeranno invece a commerciale: i…
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Veniva da Mortara l’autore del femminicidio di Mineo

Arrestato mentre aspettava che qualcuno gli desse dei soldi per comprare il biglietto dell’autobus e incominciare il viaggio di ritorno verso Mortara. Emergono ulteriori dettagli sul femminicidio avvenuto la sera del primo gennaio al Cara di Mineo, la struttura che ospita migranti nel catanese. Lì Bill Francis, maliano di 30 anni, ha ucciso la moglie Miracle, 26enne, tagliandole la gola con un coltello da cucina. Bill Francis era in provincia di Pavia da oltre tre mesi, ospitato nei centri per richiedenti asilo, anche se formalmente non aveva fatto domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato. Era stato prima a Godiasco, e poi dalla fine di novembre a Mortara. Da lì se ne era andato senza lasciare informazioni poco prima di Natale. Cosa sia successo dopo, purtroppo, lo stanno appurando le indagini della polizia: Bill Francis è andato a cercare la moglie, trovandola al Cara di Mineo insieme ai loro figli di sei e otto anni. Voleva convincerla a seguirlo a Mortara e poi a scappare all’estero, ma lei non voleva: di fronte al rifiuto l’ha uccisa. L’uomo ha quindi cercato di fare ritorno al nord in autobus, ma, come detto, è stato arrestato dalla polizia a Catania. Nell’udienza di venerdì il Gip di Catania ne ha convalidato il fermo, emettendo un’ordinanza per omicidio volontario aggravato. Il provvedimento dovrà essere confermato entro 20 giorni dal Gip di Caltagirone, competente per territorio.

Voghera, preoccupazione per i migranti in attesa di giudizio fuori dalle strutture

Voghera. C’è preoccupazione, in città e non solo, per la possibile espulsione di alcune decine di migranti da alberghi e strutture di accoglienza. La questione, alla base delle proteste scoppiate a Mortara a febbraio, è la seguente.

All’arrivo in Italia il migrante viene inserito nel sistema dell’accoglienza e avvia la richiesta di asilo. Se la domanda viene respinta da un'apposita Commissione, può chiedere, in secondo grado, che si esprima nuovamente il tribunale. Se anche qui la domanda viene rigettata, si va al terzo grado di giudizio. Se, ancora, la richiesta non è dichiarata legittima, dovrebbe scattare l’espulsione dal territorio nazionale. Fino a quel momento però alla persona viene garantita l'accoglienza. Secondo recenti disposizioni però, dopo il secondo no, i richiedenti asilo non hanno più diritto a ricevere aiuti e devono uscire dalle strutture e arrangiarsi nell’attesa del risposta definitiva.

Al netto di ricorsi, cavilli e sospensive già annunciati da alcune realtà del terzo settore, nel giro di qualche mese a Voghera - come nel resto della provincia - potrebbero esserci dunque decine di persone in queste condizioni. E il loro numero non potrà che crescere e c’è chi teme ulteriori tensioni sociali e problemi di ordine pubblico. Intanto, sempre sul fronte immigrazione, dell’arrivo di altri richiedenti asilo a Voghera, dato quasi per certo in campagna elettorale dal rieletto sindaco Barbieri, non si è più saputo nulla.