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Pavia, il giallo della statua di Carlo Mo

Non solo strade, parcheggi e più in generale, le grandi opere pubbliche: a Pavia anche una statua può diventare oggetto di scontro e di discussione politica. Ed è ancora una volta il consigliere comunale del Partito Democratico Luigi Furini, vera spina nel fianco della maggioranza, ad accendere la polemica. La statua della discordia è “Rithmo”, una scultura in acciaio dell’artista pavese Carlo Mo che il Mezzabarba vorrebbe posizionare sulla rotonda di Piazza Dante. Si tratta di un regalo della Fondazione Banca del Monte che l’amministrazione ha ufficialmente accettato nel 2015 con una delibera di giunta. Ma del regalo, e della conseguente posa in piazza Dante, almeno per il momento, non vi è nemmeno l’ombra. Un autentico giallo spiegato così dallo stesso Furini.

Pavia, rissa in consiglio. Spintoni in Comune: Polizzi denuncia Furini

Le immagini, quasi sempre, sono meglio delle parole. Anche se quelle registrate lunedì sera, in consiglio comunale a Pavia, appartengono ad uno dei momenti più bassi della vita politica della città. In aula si sta discutendo della questione casa, la parola spetta a Giusppe Polizzi del Movimento 5 Stelle: nel chiedere qualche minuto in più per terminare il suo intervento, Polizzi fa riferimento al fatto che poco prima il consigliere del Pd Furini avesse a sua volta sforato i termini. I toni della richiesta non piacciono a Furini che prima urla qualcosa e poi spinge il collega, facendolo cadere. Un po' di confusione, poi Polizzi si rialza, chiede la sospensione dei lavori e l'intervento delle forze dell'ordine. Furini viene allontanato dall'aula e il presidente del consiglio comunale Antonio Sacchi chiede pubblicamente scusa per un gesto “moralmente inaccettabile". Nelle scorse ore Polizzi ha pubblicato su Facebook un lungo post nel quale spiega l'accaduto, precisando di non voler più tornare a parlare di un gesto "ingiustificabile e volgare", ma della battaglia che riguarda il diritto alla casa. Dopo l'allontanamento di Furini dall'aula, i capigruppo dei partiti di opposizione hanno chiesto la massima pena prevista dall’articolo 33 del consiglio comunale, ovvero 3 sedute di interdizione dai lavori. La decisione del presidente Antonio Sacchi verrà comunicata nella prossima seduta consiliare.