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La commissione regionale ambiente alla Eredi Bertè di Mortara. I politici camminano sulla montagna di rudo

Una scena decisamente inconsueta: un nutrito gruppo di esponenti politici arrampicato in cima a una montagna di rifiuti. Hanno toccato letteralmente con mano la situazione alla Eredi Bertè di Mortara i consiglieri regionali della commissione ambiente, giunti in Lomellina per un sopralluogo al deposito dove ancora giace il materiale andato a fuoco quasi un anno fa. I consiglieri si sono interfacciati con le forze dell’ordine e soprattutto con i tecnici di Arpa per fare il punto della situazione. Le procedure per il dissequestro dell’area sono partite, ma ancora non sembrano esserci molte certezze su tempi e modi della bonifica. La politica, intanto, insiste sui controlli, affermando che quello che è successo in Lomellina potrà servire a fare in modo che fatti del genere non si verifichino più.

Bertè, arriva il dissequestro. Indagato il titolare

La magistratura ha chiuso la fase di indagini preliminari relativa all’incendio alla Eredi Bertè del 5 settembre 2017. Due le conseguenze: c’è un indagato, il titolare dell’azienda Vincenzo Bertè, e sono iniziate le pratiche per il dissequestro dell’impianto. Andando con ordine, le accuse per Bertè sono di incendio colposo e di discarica non autorizzata. In merito alla prima accusa, la procura sostiene che nell’impianto c’erano diversi elementi che hanno favorito il propagarsi delle fiamme. Innanzitutto all’interno del deposito c’era una quantità di rifiuti pari a oltre il doppio di quanto autorizzato, 17.000 metri cubi a fronte di un quantitativo massimo che avrebbe dovuto essere di 6.800 metri cubi. Da questo deriva l’accusa di discarica non autorizzata. Gli altri elementi contestati sono quelli di aver mescolato diversi tipi di rifiuti e di non avere un impianto antincendio funzionante. Evidente come la procura abbia fatto proprie molte osservazioni contenute nella relazione dei vigili del fuoco, elementi che erano stati resi pubblici quando il comandante Pilotti era stato chiamato a relazionare di fronte alla commissione regionale ambiente. Il fatto che le accuse parlino di incendio colposo non esclude l’origine dolosa delle fiamme, tutt’altro. Al titolare della Bertè sono riconosciute dagli inquirenti colpe relative allo stato in cui si trovava il deposito di rifiuti e per quelle dovrà rispondere se verrà rinviato a giudizio. Altra partita è individuare chi abbia appiccato il fuoco, ma su questo non ci sarebbero elementi sufficienti, almeno in questa fase delle indagini. Con l’avviso di conclusione indagini è stato dato il via libera al dissequestro dell’area. Ora si potrà finalmente cominciare a parlare di bonifica, con la rimozione di tutti i rifiuti ancora presenti e che, non più tardi di due settimane fa, sono tornati a bruciare.

Incendio Eredi Bertè, Arpa: “Impatto contenuto”

Per l'Arpa l'incendio alla Eredi Bertè di venerdì 22 giugno ha avuto un "impatto  contenuto". L’Agenzia regionale per la protezione ambientale, in un comunicato, ha spiegato che i livelli di diossina erano sopra la soglia solo nella fase acuta dell’incendio: nello specifico la concentrazione di diossina ha toccato gli 0.92 picogrammi per metro cubo. Le…
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Incendio Bertè a Mortara, le analisi arriveranno mercoledì

È terminato il lavoro dei vigili del fuoco alla Eredi Bertè di Mortara dopo l’incendio divampato venerdì pomeriggio all’interno dell’area messa sotto sequestro a seguito del gigantesco rogo avvenuto nel settembre del 2017. Non è escluso, comunque, che i pompieri debbano tornare sul posto per ulteriori operazioni di messa in sicurezza e prevenzione. Nelle prossime ore, intanto, è attesa la diffusione dei dati Arpa relativi al campionamento dell’aria nelle 72 ore successive all’incendio, mentre le primissime rilevazioni nell’immediatezza del fatto avevano escluso rischi per la popolazione, tanto che i sindaci non hanno emanato ordinanze restrittive riguardanti l’agricoltura o i prodotti dell’orto. La situazione oggi è piuttosto tranquilla: nell’aria non c’è più odore di bruciato e anche il bar-ristorante attiguo alla Bertè ha tenuto aperto come una normalissima giornata di lavoro. I carabinieri di Mortara hanno apposto nuovamente i sigilli al cancello della ditta, che rimane sotto sequestro, mentre proseguono le indagini per risalire alle cause dell’incendio. Indicazioni contrastanti starebbero emergendo dai primi riscontri. Se infatti sembrerebbe che le fiamme siano divampate dal centro del mucchio di rifiuti presente nel piazzale, è anche vero che, secondo indiscrezioni, dalla tipologia dei materiali che hanno preso fuoco, l’autocombustione sarebbe un’eventualità piuttosto remota. Sarà questo comunque lavoro per le autorità intervenute sul posto e sulla magistratura, che hanno dovuto aggiungere un nuovo capitolo alla vicenda Bertè.