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Discarica di amianto, l’azienda ribatte ai sindaci: “Basta illazioni. Qui è tutto regolare”

“Basta illazioni, stiamo procedendo secondo le regole e non abbiamo avuto bisogno di alcuna deroga”. La società Acta, che sta costruendo la discarica per il cemento-amianto a Ferrera Erbognone, ha deciso di rispondere in maniera decisa con un comunicato dai contenuti aspri ai comuni che nei giorni scorsi avevano inviato la richiesta di un parere tecnico e legale a varie istituzioni, dopo la sconfitta al Tar in merito al ricorso contro le autorizzazioni ambientali. A far sentire la loro voce erano stati i comuni di Sannazzaro, Ferrera, Scaldasole, Mezzana Bigli e Galliavola, i quali insistevano su tre punti: la scelta la terreno dove insediare la discarica, il rischio connesso a eventuali incidenti nell’adiacente raffineria e infine la possibilità che nel sito venissero stoccati dei rifiuti speciali. “L’impianto ha già avuto un iter completo ed approfondito per ogni aspetto evidenziato dai Comuni”, esordisce l’amministratore delegato di Acta Francesco Minghetti, che poi risponde punto per punto. “È falso affermare che l’autorizzazione integrata ambientale sia stata rilasciata in deroga – prosegue Minghetti – in quanto la localizzazione risponde ai severi criteri del piano Regionale Rifiuti e della Direttiva Nazionale sulle discariche. La vicinanza alla raffineria è anzi un elemento rafforzativo, in quanto si tratta di territorio già pesantemente condizionato e non utilizzabile per altre attività. I possibili incidenti in raffineria, inoltre, non avrebbero nessuna conseguenza con l’area della discarica, e se ne è avuta prova pratica dopo l’incendio dell’impianto Est del dicembre 2016, che non ha assolutamente intaccato il posto dove sarà sistemato il cemento amianto”, dice ancora l’amministratore delegato di Acta, che poi attacca i sindaci: “E’ capzioso ed assurdo – dice – quanto sostenuto dai sindaci in merito all’incidente. Essi, ben conoscendo l’ininfluenza di quanto accaduto sulla realizzazione della discarica, lo invocano strumentalmente, senza peraltro preoccuparsi della gestione della raffineria”. Il comunicato di Acta si conclude ribadendo che nella discarica verrà conferito solo materiale da costruzione contenente amianto, e portare avanti il sospetto che a Ferrera possano arrivare altri tipi di rifiuti viene definita una “scorrettezza” e “un’illazione”.

Traffico illecito di rifiuti in provincia, arrestate nove persone

Diciannove provvedimenti, tra arresti e denunce, 9 impianti e oltre 2 milioni di euro sequestrati. E' il bilancio della maxi operazione scattata questa mattina che ha smantellato un'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e alla creazione di discariche abusive. I carabinieri Forestali dei gruppi di Milano e Pavia hanno arrestato nove persone,…
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Trovata una discarica grande come due campi da calcio nel Pavese

Carcasse di autovetture, contenitori con residui di solventi e acidi, lastre di eternit e componenti elettronici: una vera e proprio discarica abusiva scovata nelle scorse ore a Bornasco, precisamente località Fornace. Una scoperta resa possibile da una segnalazioni delle Gev, le Guardie Ecologiche Volontarie della Lombardia. Sul posto si sono recati uomini della Compagnia Carabinieri di Pavia e del Dipartimento dell’ARPA di Pavia che hanno constatato la presenza di numerosi rifiuti, pericolosi per la salute. Dopo una prima stima eseguita sul posto dagli ispettori di Arpa, si pensa che il volume complessivo dei rifiuti rinvenuto nei pressi di Bornasco sia superiore ai 20mila metri cubi. Al momento dei controlli sull’area, dell’ampiezza di circa 15mila metri quadrati, le forze dell’ordine hanno inoltre riscontrato la presenza di un cittadino romeno di 52 anni. E non solo. Gli uomini dei carabinieri e di Arpa hanno trovato due cani all’interno di una struttura, in pessime condizioni igieniche a causa dell’ingente quantità di rifiuti. L’intera discarica abusiva è stata posta sotto sequestro e la vicenda segnalata alla Procura della Repubblica di Pavia per gli approfondimenti del caso.

Lupi in Oltrepò, per l’esperto è un segnale positivo

Il ritorno del lupo in Oltrepò viene visto dagli esperti come un segnale positivo anche se per molti allevatori è un grande problema. Abbiamo sentito alcuni di loro in quanto negli ultimi giorni sono stati avvistati sulle colline alcuni esemplari di lupo.

Santa Cristina e Bissone, il comitato Vivo la Bassa raccoglie mille firme per l’ambiente

Sono già 600, ma l’obiettivo finale sono le mille firme con cui il comitato di cittadini Vivo la Bassa intende firmare l’esposto indirizzato alle istituzioni con cui intende fare il punto sulla situazione ambientale che si è venuta a creare sul territorio, in particolare dopo l’incendio di Corteolona di inizio anno. Una presa di forza del comitato che ha presentato questa sottoscrizione nella sala consigliare del comune di Santa Cristina e Bissone. Una situazione, quella pavese, che evidenzia gravi problematiche sotto il profilo ambientale e che, come evidenziato durante la riunione, questa situazione potrebbe avere legami con la malavita organizzata.