Due milioni di euro per sistemare la frana di Nivione

Mesi di studi, verifiche geologiche e una spesa di almeno due milioni di euro. Così, forse entro la fine della primavera 2020, la frana di Nivione potrà essere messa in sicurezza e la provinciale 28 riaperta con grande sollievo per i residenti nelle frazioni di Varzi rimaste semi-isolate dopo il dissesto della scorsa settimana. Dopo le ultime verifiche l’amministrazione comunale, d’intesa con gli altri enti interessati come Provincia e Regione, ha infatti optato per un monitoraggio della montagna attraverso dei sensori in grado di captare anche i movimenti più impercettibili. Oltre al materiale caduto sulla strada infatti, sul versante c’è un fronte instabile di oltre 150 metri che potrebbe rendere vano, oltreché pericoloso, qualunque tentativo di liberare la strada dalle pietre. Verrà quindi affidato con l’inizio dell’anno uno studio geologico per capire esattamente il programma dei lavori per mettere in sicurezza una volta per tutte il versante. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di far brillare con dell’esplosivo le rocce ancora instabili e poi di rimuovere tutto il materiale o anche di creare una galleria in grado di aggirare la frana passando sotto alla montagna. Già 5 anni fa, a novembre, la zona era stata interessata da una frana simile a quella odierna ed erano stati eseguiti importanti lavori di consolidamento che, però con ogni evidenza, non sono serviti a garantire la stabilità del versante.