• Pavia:

Sannazzaro, preoccupazione dopo l’esplosione in raffineria

È la preoccupazione il sentimento dominante il giorno dopo l’esplosione alla raffineria Eni di Sannazzaro. Preoccupazione innanzitutto per l’ambiente, perché, nonostante Arpa non abbia rilevato alcuna alterazione significativa dei livelli di inquinanti nell’aria, la popolazione è rimasta impressionata dalla colonna di fumo nero che si è alzata sui cieli della bassa Lomellina mentre il sole cominciava ad albeggiare. Legambiente ha chiesto al comune di Sannazzaro una convocazione straordinaria della consulta ambiente e del consiglio comunale per riferire su quanto avvenuto. Dall’associazione ambientalista arriva anche un’accusa rivolta a Eni di affidare a imprese con personale scarsamente qualificato la manutenzione degli impianti, seguendo la politica degli appalti al ribasso. La preoccupazione, una volta di più, arriva anche dal mondo del lavoro: nell’assemblea sindacale della Uiltec di martedì pomeriggio la sensazione era quasi palpabile. Da una parte i lavoratori pretendono di conoscere le cause di quest’ultimo incidente, con comunicazione dei tempi necessari alla ricostruzione delle componenti distrutte. Dall’altra parte, però, emerge un allarme più generale: ci si chiede cosa voglia fare Eni del sito di Sannazzaro, anche a fronte del ripetersi di episodi che coinvolgono la questione sicurezza. Tra gli operai, insomma, è strisciante il timore che gli incidenti possano scoraggiare l’azienda dall’attuare nuovi investimenti in Lomellina. Se ne parlerà sicuramente a breve, perché le rsu hanno ottenuto un incontro con i vertici Eni. La data è ancora da fissare, ma non è escluso che le parti si possano vedere già entro la fine di questa settimana.