Rivanazzano, altra perquisizione nell’hangar che nascondeva il missile

È ancora tempo di sopralluoghi e verifiche nel capannone di Rivanazzano Terme dove, la scorsa settimana era stato trovato un piccolo arsenale, compreso un missile da aerei da guerra ancora funzionante proveniente dal Qatar. Gli uomini della Digos di Torino e quelli della Questura di Pavia giovedì mattina sono tornati sul posto per ulteriori accertamenti. Come accaduto nel corso delle prime perquisizioni, l’ex Statale 461 del Penice è stata nuovamente chiusa al traffico, per evitare rischi di possiibili esplosioni che, poi, per fortuna non si sono verificate. Dopo essere balzata all’attenzione delle cronache italiane e internazionali per il presunto legame degli arrestati con gruppi sovversivi di estrema destra ed ex combattenti, i sequestri e le indagini serrate, la vicenda non sembra affatto volersi concludere. I legali del principale indagato, l’ex candidato 60enne di Forza Nuova Stefano del Bergiolo, continuano a ribadire che lui è solo un “collezionista”. La tesi difensiva però, non convince affatti le Procure inquirenti di Torino, Massa Carrara e Busto Arsizio, e l’uomo del missile, nonostante la sua preoccupazione per l’anziana madre che viveva con lui, resta dietro le sbarre. Oltre alla detenzione di armi di vario genere e di feticci del nazismo, è accusato di aver tentato di vendere il missile aria-aria Matra di fabbricazione francese per una cifra di quasi 500mila euro. A chi, per il momento, resta un mistero.