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Pieve Porto Morone, sospesa la messa per Carola

L'annuncio che circola sul giornalino parrocchiale, il post su Facebook del ministro Centinaio, poi le polemiche. La messa organizzata per Carola Rackete a Pieve Porto Morone è diventata un caso nazionale (ne aveva parlato in toni non proprio entusiastici anche il vicepremier Matteo Salvini), ma nelle scorse ore il parroco del piccolo comune della Bassa ha annunciato che non si farà. Il colpo di scena è arrivato nella serata di lunedì, quando don Roberto Beretta lo ha comunicato al termine di un incontro con il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti. "Pur continuando - ha spiegato don Roberto - a pregare incessantemente come cristiano e prete, da solo e con la comunità parrocchiale, per tutti i migranti, per coloro che tra di loro sono morti nei viaggi di terra e di mare in cerca di un futuro umano e per tutti coloro che in nome dei diritti fondamentali di ogni uomo si prestano ad assistere, accogliere e integrare questi nostri fratelli, dopo un confronto con il Vescovo diocesano si è giudicato opportuno sospendere la messa di venerdì prossimo a Pieve". Don Roberto ha poi spiegato di essere più che convinto della sua idea e di aver deciso di organizzare la messa dopo aver letto due lettere aperte, scritte da un gruppo di teologi della Facoltà teologica dell'Italia meridionale e pubblicate da Avvenire, in cui si esprimeva totale vicinanza alla comandante Rackete che "con la sua disobbedienza civile ha dimostrato una passione per l'umanità esemplare". La messa, ora, è stata sospesa. Le polemiche, probabilmente, andranno avanti ancora per un po'.