• Pavia:

Rivanazzano, sequestrata in casa per non fargli sposare il fidanzato

Sequestro di persona e violenza privata. Sono queste le accuse rivolte ai famigliari di una ragazza di 27 anni, segregata in casa per un mese per impedirle di vedere il suo fidanzato. È quanto accaduto a Rivanazzano Terme, nelle scorse ore. È qui che la giovane, di origini indiane, si era trasferita con il padre, la madre e il fratello. Prima viveva a Malta, dove lavorava come infermiera e dove aveva conosciuto il suo ragazzo. Il giovane, come detto però per qualche ragione era inviso ai suoi genitori che, giunti dall’india, sono riusciti a portarla via da lui obbligandola a trasferirsi a Rivanazzano dove viveva già il fratello. Dopo averle sequestrato i documenti e il cellulare, i genitori l’hanno praticamente segregata in casa per un mese intero, arrivando persino a farla “visitare” per così dire da un santone che, attraverso dei riti magici, le avrebbe dovuto far dimenticare il suo amore. Finchè lei, approfittando di un distrazione del padre che aveva lasciato il telefono incustodito, è riuscita a chiamare il fidanzato. Lui non si è fatto pregare e, preso il primo aereo, è arrivato in Oltrepò e ha chiesto aiuto ai carabinieri. Giunti nell’abitazione, i militari l’hanno liberata e hanno messo fine a quel mese interminabile di violenze psicologiche. I due giovani si sono riuniti in una località riservata e presto dovrebbero ritornare a Malta.