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Debiti Pavia, Fracassi rifiuta la proposta del club

E’ appeso ad un filo il futuro del Pavia Calcio. A 24 ore di distanza dalla proposta dei commercialisti del club per dilazionare il debito da 160mila euro nei confronti del comune, la riposta di Fracassi è stata ferma: vogliamo la garanzia sull’intera cifra con una fideiussione. Una risposta che il sindaco ha comunicato direttamente ai contabili del Pavia. Dopo il vertice di mercoledì tra il presidente Nucera ed il dirigente alla partita Longhetti, le parti sono tornate ad incontrarsi. Questa volta sono scesi in campo Fracassi e l’assessore allo sport Trivi. Dall’altra parte invece i commercialisti del Pavia Calcio. Sindaco e presidente, però, non si sono ancora confrontati faccia a faccia. La proposta, presentata dal club, e respinta dall’amministrazione del Mezzabarba, era piuttosto semplice: 20mila euro cash e 50mila da convertire in lavori (sono numerosi i problemi all’impianto di via Alzaia denunciati dalla dirigenza del Pavia). Sui restanti 90mila euro, utenze non pagate dal duo Brega Rasparini, si sarebbe dovuto trovare un accordo. Una cifra che si è accumulata, secondo il presidente Nucera, a causa del malfunzionamento degli impianti elettrico e del riscaldamento dello stadio. Non imputabili, dunque, alla nuova società. Ma la proposta è stata rispedita al mittente dal sindaco Fracassi che invece vuole garanzie immediate sull’intera cifra. Dopo l’incontro di giovedì, i commercialisti del club hanno formulato una nuova offerta: il pagamento di una cifra superiore ai 20mila euro inizialmente proposti a fronte di un impegno del comune alla sistemazione degli impianti mal funzionanti per il mese di settembre. Restano pochi giorni per trovare una soluzione: per il 5 luglio infatti il Pavia deve presentare la domanda per l’iscrizione al campionato di Serie D.