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Dorno, omicidio Preceturi: 30 anni di carcere per Garini

30 anni di carcere, nessuno sconto nemmeno dalla Cassazione e la sentenza per Roberto Garini, che nel 2016 a Dorno uccise la compagna Emanuela Preceruti, è diventata definitiva a quasi tre anni esatti da quella terribile sera di giugno del 2016. La suprema corte ha infatti respinto il tentativo dei legali dell’ex operatore socio sanitario di 54 anni di far decadere l’aggravante dei futili motivi per ottenere uno sconto di pena, secondo il legali di Garini infatti un omicidio passionale non può essere dettato da motivi che si possono definire legalmente futili. Le aggravanti contestate all’omicida riguardano anche altri fatti come l’aver sparato alla donna con una pistola in presenza della figlia allora 12enne di lei. Il drammatico fatto era accaduto nella tarda serata del 28 giugno di tre anni fa in via Passerini nel piccolo comune di Dorno. L’uomo, che abitava nella casa accanto alla donna e alla figlia, in preda a una folle rabbia dettata forse dalla volontà di lei di troncare la relazione, aveva preso una pistola e aveva sfondato la porta d’ingresso della donna. Raggiuntala, le aveva sparato dieci colpi, mentre la bambina era stata ferita di striscio da un proiettile di rimbalzo ed era riuscita a fuggire dalla finestra del bagno e a mettersi in salvo.