• Pavia:

Truffa della falsa pubblicità, vittime decine di negozianti

Un ottimo venditore, che era riuscito a vendere spazi pubblicitari a commercianti che mai prima d’ora avevano acquistato un’inserzione. Peccato che si trattasse di una truffa. Sono decine e decine i commercianti che a Vigevano avevano sottoscritto un’offerta presentata da un sedicente agente di una tv locale che aveva proposto loro degli spot all’interno di un documentario che avrebbe dovuto descrivere le bellezze della città. Peccato che l’emittente in questione, che opera in un territorio piuttosto lontano da pavese e milanese, abbia diramato un comunicato con cui avverte che questa persona non ha nulla a che fare con loro. “Non date credito a questa persona, non date soldi e segnalate”, si legge nella nota diffusa su Facebook. È così che i commercianti vigevanesi, ma diversi casi sono stati segnalati anche a Voghera, hanno scoperto di essere stati presi in giro. Tutti avevano le riprese dello spot programmate in questi giorni. Alcuni sono stati contattati all’ultimo per rinviare l’appuntamento, altri invece hanno ospitato la troupe nel loro negozio, per girare filmati che, però, non andranno mai in onda. Il sedicente agente pubblicitario aveva contattato anche il comune per chiedere un’intervista al sindaco, che comunque non è stata mai fissata. La truffa era ben organizzata: la persona che era andata a proporre gli spot, infatti, aveva con sé dei documenti in tutto e per tutto simili ai contratti pubblicitari, e nell’intestazione riportavano il nome di un’agenzia di comunicazione con tanto di partita Iva. Peccato però che, da successivi accertamenti, si è capito che quell’azienda aveva chiuso diversi anni fa. Gli unici elementi che potevano fare capire che c’era qualcosa che non andava erano i prezzi, di molto inferiori a quelli di mercato, e il fatto che venisse chiesto il pagamento immediato e in contanti. La cifra, però, era talmente modica che in molti non hanno dato peso alla questione: 50 euro per uno spot da 15”, 80 euro per uno spot da 30”. Somme che non avrebbero nemmeno pagato i costi di produzione, a prescindere dal valore della successiva messa in onda. Chi non è del settore, però, non può saperlo, e così in tantissimi sono finiti nella rete. Ascom sta raccogliendo segnalazioni e materiale, mentre diversi operatori hanno manifestato l’intenzione di sporgere denuncia ai carabinieri. Per il falso agente pubblicitario, quindi, ci potrebbero essere gravi conseguenze.