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Area ex Neca, le dimissioni di Depaoli frenano il recupero

Le dimissioni del sindaco non fermano i lavori del consiglio comunale ma rischiano di legarsi a doppio filo, in maniera pericolosa. Gli interrogativi da affrontare per la conferenza dei capigruppo, convocata in serata al Mezzabarba, sono più di uno. Cosa fare della seduta del 18 marzo? Si voterà la delibera per il recupero dell’area ex Neca o si dovrà discutere solo delle dimissioni di Depaoli? Domande, all’apparenza, che lascerebbero presupporre una risposta immediata, eppure non è così. Secondo voci provenienti da Palazzo Mezzabarba infatti il Partito Democratico sarebbe intenzionato a non votare la delibera sull’area Neca. Non una bocciatura del progetto ma, secondo quanto riferito in queste ore, un escamotage politico per costringere il sindaco a ritirare le dimissioni. Se lettere ed appelli non sono bastati, è la ricostruzione di fonti politiche, meglio passare ad azioni concrete. Cosa accadrebbe se la delibera non venisse votata? Nei ragionamenti della maggioranza, Depaoli sarebbe costretto a ritirare le dimissioni per calendarizzare un nuovo consiglio comunale ad aprile e approvare il progetto. Una strategia che, però, non avrebbe alcun fondamento giuridico. Fino al primo aprile le dimissioni non sono effettive poiché devono passare venti giorni dalla comunicazione ufficiale, come stabilito dalla legge. Una vicenda intricata che nella giornata di domani avrà risposte a tutti gli interrogativi.