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Accordo vino, Terre d’Oltrepò: “Uniti per il rilancio del territorio”

“Una svolta epocale”. Il presidente di Terre d’Oltrepo Andrea Giorgi ha definito così il via libera all’accordo preliminare tra consorzio dei vini e distretto del vino di qualità, siglato nelle scorse ore dai rispettivi presidenti Fabiano Giorgi e Luigi Gatti che, per il momento, hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni. Il presidente della cantina cooperativa più grande della Lombardia con 700 viticoltori soci, ha parlato anche della necessità "di dare un taglio netto con il passato per ricostruire un futuro fatto di qualità e remunerazione per le aziende”. Questo è senz’altro uno dei nodi cruciali da scogliere a medio termine per invertire la rotta negativa imboccata a partire dagli anni ’90 dal territorio e che ha portato a una lenta e inesorabile caduta dei prezzi medi delle uve e del valore dei terreni, mentre altre zone d’Italia conoscevano un vero e proprio boom. Ed è proprio dall’analisi della situazione attuale che prende spunto il progetto preliminare di rilancio che sta vedendo la luce dopo numerosi incontri tra i vari attori della filiera del vino sotto la supervisione di Regione Lombardia che ha perorato la causa dell’unità e delle scelte condivise. Per esempio con la creazione dei tavoli di denominazione, sorta di sottoconsorzi dedicati ai prodotti più rappresentativi che avranno il compito di rivedere i disciplinari di produzione approvato solo l’anno scorso: una sfida e un banco di prova per il nuovo corso del consorzio che dovrà anche trovare un equilibrio decisionale per garantire rappresentanza alla galassia di aziende agricole del territorio, in tutto quasi 2000 e molto diverse per dimensioni e collocazione di mercato.