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Maugeri, chiesta la conferma della condanna a Formigoni

Un "imponente baratto corruttivo". Così il procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri ha descritto le prove che caratterizzano il processo Maugeri-San Raffaele, che ha come imputato principale l'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Per il Pg la mole delle prove è "imponente" ed è stata "ulteriormente corroborata" dal concordato in appello di Daccò e Simone. Il procuratore ha poi sottolineato che, da parte di Formigoni, c'è stato un "sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della Maugeri, un baratto della funzione". Questa vicenda corruttiva, secondo l'accusa, avrebbe riguardato un giro di oltre 61 milioni di euro e circa 6 milioni di utilità sono arrivati "in vari flussi e forme" a Formigoni. La corte d'Appello di Milano, nel 2018, aveva già condannato Formigoni a 7 anni e 6 mesi, l'ex manager della Maugeri Costantino Passerino a 7 anni e 7 mesi, l'imprenditore Carlo Farina a 3 anni e 4 mesi. Birritteri, oltre al rigetto dei ricorsi di Passerino e Farina, ha chiesto di non attenuare la pena per Formigoni ed evitare "che la legge possa essere calpestata con 'grida manzoniane'. In caso di condanna della Suprema Corte, seppur con la modifica al ribasso della pena per la prescrizione, Formigoni rischia di finire in carcere, anche sulla base della recente legge anticorruzione che inserisce questo tipo di reato tra quelli considerati ostativi alle misure alternative al carcere. Avendo più di 70 anni Formigoni potrebbe, in seguito, chiedere gli arresti domiciliari, ma dovrebbe dimostrare che le sue condizioni sono incompatibili con la prigione.