• Pavia:

Insulto razzista e nessuna indagine, Robbio protesta

Trovo che il silenzio, la scelta di ignorare l’accaduto anche in presenza di testimoni, la scelta di non preoccuparsi minimamente di quanto successo sia offensivo forse ancora di più dell’insulto razzista che ho subito”. Questo il commento, affidato a un post su Facebook, di Kader Kam dopo il responso del giudice sportivo sulla vicenda che lo ha visto coinvolto lo scorso venerdì nel finale della partita del campionato di serie C Silver fra Sedriano e Robbio. Il cestista vigevanese in forza agli Aironi Robbio aveva reagito a un pesante insulto razzista di un avversario, rifilando una gomitata al giocatore di Sedriano che, dopo avergli detto “negro di m...” e aver visto che l’arbitro, nonostante la segnalazione dello stesso Kam e di altri atleti in campo non interveniva, aveva rincarato la dose portando alla reazione del lomellino. La federazione, nonostante le polemiche originatesi nel dopogara, ha deciso di non approfondire la questione, e di limitarsi a squalificare Kam per due giornate a causa della gomitata. “La decisione della commissione di non aprire un’inchiesta, almeno per chiarire e accertare i fatti accaduti venerdì scorso durante la partita, mi fa sorgere molti interrogativi”, scrive Kam: “Come dovrebbe comportarsi un tesserato davanti ad offese simili? Cosa dovrebbe fare l'arbitro in questi casi? È prevista dal regolamento una sanzione quando si manifestano episodi di razzismo in campo?”. Kam ha ricevuto in questi giorni innumerevoli attestati di solidarietà, ma l’assordante silenzio della Federazione sta generando reazioni indignate. Prima fra tutte quella della Pallacanestro Robbio, intervenuta con un comunicato: “è assolutamente inaccettabile – scrivono dalla società – che tutto passi come se non fosse assolutamente successo nulla. Noi ci saremmo aspettati e ci aspettiamo ancora che la Federazione con i suoi organi inquirenti aprisse un’inchiesta d’ufficio sul fatto, visto anche il clamore suscitato nell’opinione pubblica. Se, come purtroppo sembrerebbe, non ci sarà alcuna iniziativa, passerà il messaggio che saranno sempre le vittime a pagare e gli autori degli insulti razzisti a farla franca”. Sui social è stato lanciato l’hashtag “io sto con Kader Kam” per manifestare solidarietà al giocatore e invitare le autorità sportive a intervenire.