Ponte sul Ticino, impresa e Provincia al braccio di ferro

Giorni decisivi per lo sblocco del cantiere del ponte sul Ticino di Vigevano. I lavori, giunti ormai alle battute finali, hanno subito un forte rallentamento, ai limiti dello stop, nelle ultime settimane, tanto da allarmare la Provincia. Non è passato inosservato, infatti, come questa brusca frenata sia coincisa con l’attesa della sentenza di arbitrato con cui l’azienda costruttrice, la Polese, aveva chiesto che gli venissero riconosciuti cinque milioni di euro in più rispetto a quanto concordato inizialmente adducendo spese impreviste. Pare difficile che la commissione arbitrale possa autorizzare un tale esborso, e per questo si starebbe originando un braccio di ferro sull’opera. Al completamento dell’opera manca ormai pochissimo: 23 metri di impalcato e le rifiniture. Quattro mesi la stima prevista, che però, a questi ritmi, sarebbe impossibile rispettare. Per questo la Provincia ha mandato negli scorsi giorni una lettera di diffida all’impresa: “Bene ha fatto la Provincia a muoversi – ha commentato il sindaco Sala – perché le pretese economiche dell’azienda, a prescindere dal fatto che siano più o meno legittime e per questo deciderà l’arbitrato, non possono incidere sul cronoprogramma”. A giorni si saprà quanto la commissione concederà alla Polese dei cinque milioni richiesti, ma le indiscrezioni dicono che la cifra sarà con tutta probabilità estremamente inferiore a quanto richiesto dall’impresa. “Una volta avuta l’ufficialità dell’arbitrato – spiega il presidente della Provincia Vittorio Poma – potremmo chiarire la situazione e chiedere un cronoprogramma aggiornato alla ditta costruttrice. Se non lo rispettassero, ce ne accorgeremmo subito e ci sarebbero conseguenze”. A quanto sembra la Provincia non è intenzionata a una battaglia legale che manderebbe per le lunghe la conclusione dei lavori e bloccherebbe di conseguenza anche l’avvio della costruzione della rampa di accesso al ponte lato Vigevano. Probabile che le due parti (Provincia e azienda) stiano mostrando i muscoli in maniera preventiva per non arrivare a uno scontro per carte bollate. Piazza Italia ha comunque sempre in serbo l’asso nella manica di riappaltare l’ultima parte dei lavori in caso di manifesta inosservanza del cronoprogramma. Sarebbe la soluzione ultima, anche perché la procedura richiederebbe del tempo, proprio quello che la Provincia non vuole assolutamente perdere.