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Decreto sicurezza: “Nessun impatto forte”. Il prefetto ribatte alle coop

Il decreto sicurezza non produrrà nessun impatto forte per la nostra provincia. Parole del prefetto di Pavia, Attilio Visconti, che con una nota ha voluto fare chiarezza sulle notizie degli ultimi giorni relative ad un aumento della marginalità sociale dovuto proprio all'applicazione del decreto. Martedì scorso il presidente della Cooperativa Faber, Fabio Garavaglia, aveva spiegato che con il decreto Salvini tutti i migranti che avevano ottenuto un lavoro nel pavese grazie a un permesso di soggiorno per motivi umanitari sono stati licenziati. Sul caso il prefetto cerca di fare chiarezza: "I primi riscontri avuti dall'applicazione del decreto sicurezza in provincia di Pavia sono confortanti" commenta Visconti "non si registra alcun aumento delle uscite dai centri di accoglienza straordinari, ma solo un fisiologico turnover delle presenze". Il prefetto ha poi sottolineato che l'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, e la conseguente gestione del regime transitorio, non dovrebbero costituire un problema per la provincia di Pavia. Quello della protezione umanitaria, sottolinea la Prefettura, non si è peraltro dimostrato uno strumento adeguato di integrazione, se si considera che dei 40 mila permessi concessi negli ultimi tre anni solo 3200 sono stati poi convertiti in permessi di lavoro e solo in 250 casi è stato ottenuto il ricongiungimento familiare. Il prefetto Visconti poi rassicura sul futuro dei migranti attualmente ospitati da Sprar e Cas: "Il lavoro svolto in precedenza ci permette di non essere in affanno nell'attuazione della nuova normativa e di poter assicurare che nessun soggetto meritevole di protezione sarà abbandonato al suo destino."