• Pavia:

Approvati i dazi sul riso asiatico. Una vittoria per i risicoltori italiani

L’Europa dà ragione ai risicoltori italiani: le importazioni a dazio zero da Birmania e Cambogia hanno danneggiato i produttori locali e per tre anni sarà attivata la cosiddetta clausola di salvaguardia per i prossimi tre anni. Gli operatori che importeranno nell’Unione Europea il riso proveniente dai due Paesi asiatici dovranno pagare un dazio di 175 euro a tonnellata per quest’anno, 150 euro a nel 2020 e 125 euro per ogni tonnellata di riso nel 2021 con la possibilità che la misura venga prorogata. Esultano i risicoltori italiani e la politica con l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi che ha annunciato la pubblicazione della norma in gazzetta ufficiale per la giornata di giovedì.  Questi due Stati hanno esportato nell`Unione Europea 328mila tonnellate di riso nel 2017/18, in aumento del 256% negli ultimi sette anni, danneggiando enormemente i produttori italiani e i consumatori” – ha detto Rolfi. “Questa notizia è manna per i 1.800 risicoltori lombardi – ha concluso. Ora dobbiamo puntare forte sulla certificazione di qualità e su una attenta promozione commerciale”. La Lombardia, con Pavia in testa, produce infatti il 40% del riso italiano. Si chiude così un percorso iniziato il 16 marzo dell’anno scorso quando la commissione europea aveva autorizzato l’avvio di un’indagine anti-dumping richiesta dal governo Gentiloni. Secondo Roma, infatti, quella misura, nata per aiutare i paesi in via di sviluppo ad uscire dalla povertà e scoraggiare l’acquisto delle armi, non solo non avrebbe avuto effetti positivi in quei paesi ma ha anche causato danni rilevanti ai risicoltori italiani. Si stima infatti che almeno 11 mila ettari siano stati abbandonati dagli agricoltori negli ultimi anni perché i prezzi pagati dall’industria non riescono a coprire i costi di produzione in Italia.