• Pavia:

Il decreto Salvini “licenzia” i migranti che lavorano: l’appello delle Cooperative

Prima del decreto Salvini, quasi il 40% dei migranti ospitati nei centri per richiedenti asilo lavorava, ora sono stati tutti licenziati perché non hanno più il permesso di soggiorno. A denunciare la situazione, nel corso della presentazione di un convegno su migrazioni e lavoro organizzato dalla Diocesi di Vigevano, è Fabio Garavaglia, presidente della Cooperativa Faber, la realtà di accoglienza più grande in Lomellina. Attualmente nei centri della Faber sono ospitate 170 persone, ma negli ultimi anni Garavaglia ha conosciuto migliaia di ragazzi. Secondo la sua esperienza, 3-4 migranti su 5 trovavano lavoro nel periodo in cui veniva esaminata la richiesta di asilo. Questo perché, durante il procedimento, il giudice concedeva il permesso di soggiorno per motivi umanitari, che durava uno o due anni. Il decreto Salvini, invece, toglie questa opzione, facendo diventare tutti clandestini: la conseguenza è che i datori di lavoro sono stati obbligati a licenziare tutti richiedenti asilo che avevano assunto. Lo stesso Garavaglia si è visto costretto a licenziare un suo collaboratore, un richiedente asilo che era diventato mediatore culturale e che era stato assunto a tempo indeterminato. Secondo l’osservatorio del presidente della Faber sarebbero migliaia in Italia le persone integrate e con un lavoro ora finite ai margini.