• Pavia:

Incendio Corteolona, un anno dopo. Il Comune chiede un incontro con gli enti coinvolti

Rifiuti, rifiuti, e ancora rifiuti. L’anno che si è appena concluso è finito nel segno di un’emergenza che ha visto da una parte i risultati della svolta impressa dalla prefettura alla lotta e alla prevenzione dei reati ambientali, dall’altra l’estrema difficoltà e la lentezza degli enti pubblici nell’affrontare e risolvere i disastri provocati dall’imperizia dei privati quando non proprio, come nel caso di Corteolona, della criminalità organizzata. Lo dimostra il caso del capannone di Corteolona e Genzone, dove esattamente un anno fa si è consumato l’incendio di rifiuti che forse più di tutti ha colpito e allarmato l’opinione pubblica per le modalità con cui è accaduto. Perché se sul fronte giudiziario si è registrato un importante successo, con il fermo della banda presunta responsabile del disastro, su quello del ripristino del territorio, la burocrazia mostra ancora una volta il suo volto peggiore: i rifiuti sono ancora tutti là perché l’area, ufficialmente, è a tutt’oggi sotto sequestro. Il Comune ha ordinato ai proprietari di rimettere tutto a posto, ma nessuno ha fatto nulla, e fino a nuovo ordine del tribunale non si sa bene chi possa fare cosa per rimettere le cose a posto. Il sindaco Angelo della Valle ha affermato che a breve chiedere formalmente conto della situazione a tutti gli enti coinvolti, dalla Procura all’Arpa. Si vedrà. Intanto però, come detto, la svolta per prevenire rischi e nuovi casi simili non si può negare che sia mancata. Nel corso del 2018 i Comuni pavesi sono stati invitati a presentare alla Prefettura un resoconto dettagliato di eventuali siti a rischio e i carabinieri hanno messo in campo anche gli elicotteri del 2° nucleo di Orio al serio per dare la caccia alle discariche: risultato, su 40 controlli, 31 hanno avuto esito positivo con 39 persone denunciate per reati ambientali e 8 aree di stoccaggio abusivo di rifiuti poste sotto sequestro, aree che ora aspettano di essere risanate e restituite a un territorio sempre più maltrattato.