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A Pavia i sindacati pensionati protestano per dire no ai tagli dell’esecutivo

Un presidio davanti alla prefettura per protestare contro la manovra finanziaria. I sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil sono scesi in piazza per dire no ai tagli dell'esecutivo. Dopo 10 anni di rivalutazioni praticamente bloccate, si legge nel comunicato unitario, anche questo governo ha deciso di mettere le mani in tasca ai pensionati con il nuovo sistema di raffreddamento delle perequazioni per le pensioni superiori a tre volte il minimo e con il prelievo straordinario di solidarietà per quelle sopra i 100 mila euro lordi annui. In pratica, chi ad oggi riceve una pensione fino ai 1522 euro al mese lordi, cioè tre volte la pensione minima, potrà contare sul 100% di rivalutazione legata all'inflazione. Per chi ha una pensione superiore, invece, la manovra prevede una stretta che comporterà una perdita da 65 a 325 euro lordi all'anno, per tutta la vita. La rivalutazione delle pensioni, prosegue il comunicato, è una questione di equità. Da anni chiediamo che venga finalmente riconosciuto ai trattamenti pensionistici un meccanismo di rivalutazione che risponda ai reali bisogni di milioni di pensionati e che permetta davvero di non far perdere il potere d'acquisto delle pensioni, come invece oggi accade. Questo governo si allinea alle prassi consolidate, colpisce e fa cassa con i pensionati e non agisce in modo forte e determinato contro l'evasione fiscale. I sindacati Cgil, Cisl e Uil, conclude la nota, sono contro questa politica a cui piace parlare di reddito di cittadinanza, ma non dice nulla sulla necessità di rilanciare una legge sulla non autosufficienza e un'idea sociale di welfare europeo. Dopo l'iniziativa di questa mattina, i sindacati hanno anche annunciato una serie di mobilitazioni nazionali contro la manovra finanziaria.