Incendio Corteolona, chiesto il processo immediato per i colpevoli

Processo immediato. È quanto ha chiesto la direzione distrettuale antimafia di Milano per la banda accusata dell’incendio della discarica abusiva di Corteolona del gennaio scorso. Gli arresti erano scattati in ottobre. In carcere erano finiti 5 italiani e un romeno. Secondo l’accusa la mente del sodalizione criminale era un 40enne originario del salento trasferitosi a Lecco, Riccardo Minerba. Sarebbe stato lui ad orchestrare tutto il traffico illecito di rifiuti, in particolare plastica, che fruttava milioni di euro e che alla fine sono stati incendiati per mano del romeno Stefan Miere, 42enne con residenza a Pietra de giorgi in Oltrepo con la collaborazione di un calabrese anch’egli trasferito in zona, il 50enne Vincenzo Divino, l’uomo che le telecamere piazzate dai carabinieri hanno ripreso mentre legava un nastro al capannone del cancello dopo aver sparso il liquido infiammabile nei capannoni: la torta “è irrorata di liquore” – aveva detto al boss Minerba intercettato. In manette era finito anche il 34enne bresciano Luca Liloni, l’uomo che secondo l’accusa gestiva il trasporto dei rifiuti verso il capannone attrerso la società 3L Trasporti con documenti di viaggio falsi. Agli arresti domiciliari invece erano finiti il 50enne Alessandro Del Gaizo, residente a Milano e Santino Pettinato, 41 anni, domiciliato nel comasco. I due erano amministratori di due società, la ecogroup di Settimo Milanese e la Corsico Rottami, che ritiravano i rifiuti dalle aziende e li inviavano a Corteolona per lo smaltimento abusivo.