• Pavia:

Omicidio badante, Vignati condannato all’ergastolo

È stato condannato all’ergastolo Franco Vignati, l’ex assessore del Comune di Chignolo Po accusato di aver ucciso con un colpo di pistola alla testa l’ex convivente Lavdije Kruja, detta Dea, la badante albanese di 40 anni trovata morta nelle acque del Po nel giugno di due anni fa. La decisione della corte d’assise di Milano è arrivata la termine di una lunga riunione in camera di consiglio nella serata di lunedì 10 dicembre. Sono state accolte quasi tutte le richieste della pubblica accusa, ad eccezione dell’aggravante dei futili motivi, e disposti risarcimenti per i famigliari: 200mila euro ad ognuno dei due figli rimasti orfani della mamma e 30mila euro per i fratelli e le sorelle della vittima che vivono in Albania e 50mila per la sorella residente in Italia. Decine gli indizi raccolti nel corso delle indagini dai carabinieri della compagnia di Stradella – secondo quanto riferito nel corso della requisitoria dal pm di Lodi Emma Vittorio. Molti di questi raccolti nel corso della verifica dei cellulari, in cui si sono contati e verificati ben 1296 sms. Ed è da questa analisi che si può capire meglio  – ha spiegato il pm – il rapporto tra i due e soprattutto come sia profondamente cambiato in una circostanza, che poi sarebbe anche il movente dell’omicidio: una furiosa litigata avvenuta il 23 maggio 2016, al termine della quale la donna lo cacciò dalla sua casa in cui lui, in fase di separazione dalla moglie, si era trasferito da un anno. Una settimana dopo, il 30 maggio, lui si offre di accompagnarla ad Orio Litta per un colloqui di lavoro e lei accetta. I due si trovano a San Colombano al Lambro, lei sale sull’auto di lui. Ma quel colloquio non ci fu e quello fu l’ultimo giorno di Dea, portata in campagna e freddata con un colpo di Beretta 7.65 alla testa. Poi gettata nel fiume, da cui il suo povero corpo riemergerà solo dieci giorni più tardi, nei pressi della diga di Isola Serafini.