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Emergenza azzardo, in Italia bruciati 100 miliardi all’anno

Milano. 1697 euro pro capite (neonati compresi) in Italia, 2000 euro a Pavia. Sono i numeri, sempre più allarmanti, del gioco d’azzardo. Perché nonostante nel Pavese, da almeno 5 anni, si stia tentando di combattere il fenomeno e ci sia stata una presa di coscienza collettiva del problema - specie dopo che il New York Times etichettò Pavia come la Las Vegas d’Italia - i numeri del giro dell’azzardo restano impietosi. Ne è convinto, tra gli altri, il vicepresidente delConsiglio Regionale Carlo Borghetti (PD), che assieme ad altri colleghi ha promosso un rilevamento sui costi sociali del fenomeno.

Ebbene, secondo questo studio dell’Università di Milano, a livello nazionale, nel 2017, si sono buttati nelle slot oltre 100miliardi di euro. Per farsi anche una vaga idea di quanti soldi siano, basti pensare che la manovra 2019 del Governo di cui si sta discutendo in Italia e in Europa a colpi di decimali di deficit e tutto il resto, vale circa un terzo di questa cifra, 37 miliardi. L’aumento delle giocate rispetto agli anni precedenti, poi, è davvero preoccupante: il 6% sul 2016 e il 142% rispetto a 10 anni fa.

Accanto a questi numeri vi sono quelli che riguardano l’altissimo costo sociale del gioco patologico. Si parla di oltre 2,5 miliardi di euro dovuti ai costi sanitari per le cure dei dipendenti da gioco, all’accompagnamento per il reinserimento sociale di chi perde il lavoro, al sostegno alle famiglie coinvolte e messe a dura prova e a quelli dovuti per gli interventi delle forze dell’ordine e della magistratura. “Praticamente – ha chiosato Borghetti - un vero e proprio gioco a perdere da parte dello Stato monopolista del settore che 'incassa' meno del 10% del giocato”. Di azzardo si discute da anni senza risultati apprezzabili anche in Parlamento: "sembra che – ha sottolineato ancora Borghetti – ci sia stato un altro rinvio di un anno per la dismissione delle slot senza controllo remoto".