Impianto di compostaggio A2A, fumata grigia alla conferenza dei servizi

E' arrivata una fumata grigia dalla prima conferenza dei servizi sulla costruzione di un impianto di compostaggio all'interno dello stabilimento A2A di Cascina Maggiore, fra Giussago e Lacchiarella. L'azienda, nei mesi scorsi, aveva ridimensionato il progetto, nella speranza di ottenere la Via (la Valutazione di impatto ambientale) dalla provincia. Ma nell'incontro di giovedì si è concordato il rinvio della decisione al prossimo 7 febbraio. Sulla costruzione del nuovo impianto da tempo è in corso un braccio di ferro tra A2A e le sindache dei comuni di Lacchiarella e Giussago, che si sono detti contrarie alla richiesta di autorizzazione. Per Antonella Violi e Daniela Di Cosmo valgono le osservazioni relative al vecchio progetto, ovvero la «carenza di studi e statistiche sulle emissioni odorigene» prodotte da impianti simili già autorizzati, la «carenza di integrazioni documentali e la mancanza di un «piano di monitoraggio ambientale» che dovrebbe essere «parte integrante del processo di Via». A questi punti se ne aggiungono altri due, la mancanza degli esiti del monitoraggio sulla qualità delle acque effettuato da Regione Lombardia per un'eventuale bonifica e i numeri sull'impatto veicolare. Il progetto di A2A prevede un impianto che tratterà decine di migliaia di tonnellate di rifiuti l’anno, in grado di produrre biometano e compost. Per sapere se l'azienda otterrà o meno il via libera della provincia bisognerà però aspettare il 2019.