• Pavia:

Caso D’Amico, indagata una dottoressa pavese

Anche un medico pavese è indagato in merito alla vicenda relativa al suicidio assistito dell'ex magistrato Pietro D’Amico che aveva deciso di porre fine alla sua vita in una clinica svizzera nell'aprile del 2013, a 62 anni. Si tratta della dottoressa Elisabetta Pontiggia, 46 anni, oncologa e contitolare di un centro di cura privato a San Genesio. Lei e il dottor Antonio Lamorgese, 59 anni, potrebbero dover rispondere dell'accusa di omicidio colposo in un'aula di tribunale, almeno secondo quanto ipotizzato dalla procura di Pesaro. I fatti risalgono proprio al 2013: secondo le accuse i medici attestarono in modo «fuorviante» che il 62enne era affetto da una patologia terminale ed era stato quindi sottoposto a una terapia specifica. D'Amico, grazie a quei documenti, aveva potuto ottenere l’autorizzazione al suicidio assistito, vietato In Italia ma praticato in Svizzera. Secondo la procura i due medici avrebbero dunque avuto un ruolo determinante nella morte del 62enne, che era depresso e ipocondriaco ma non affetto da malattie gravi. Gli accertamenti sono partiti poco dopo il decesso, grazie a due esposti presentati dalla moglie e dalla figlia di D'Amico. I due medici avrebbero saputo di essere indagati solo nel 2015, con la notifica di una richiesta di proroga delle indagini. La dottoressa Pontiggia contesta la ricostruzione fatta dalla procura, mentre il dottor Lamorgese, in una conferenza stampa, si è detto pronto a spiegare tutto al magistrato, ma nonostante abbia chiesto più volte di essere ascoltato in procura con il suo legale ancora non è stato convocato.