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Evasione fiscale, la Finanza di Pavia sequestra 23 immobili

Il primo filone era partito tre anni fa, con il fermo di due imprenditori milanesi acusati di estorsione, turbativa d'asta e frode fiscale riguardanti un appalto relativo al policlinico San Matteo. Dopo la prima operazione Gerico, era scattata la seconda fase, nel 2017, con la confisca di 25 immobili e conti bancari per oltre due milioni di euro. Nella giornata di ieri, tutti gli immobili degli imprenditori sono stati sottoposti a sequestro definitivo: si tratta di 23 case, sparse nelle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Parma. L'operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Pavia, è stata coordinata dal Procuratore Aggiunto della Repubblica di Milano, Alessandra Dolci. Le fiamme gialle da tempo tenevano sott'occhio il capo dell'organizzazione, un 50enne di origine calabrese, da anni trapiantato a Milano: l'uomo, nel tempo, era riuscito a creare una fitta rete di società dette “cartiere” che avevano emesso fatture false per un totale di oltre 100 milioni di euro, consentendo ai “clienti” dell’organizzazione di evadere il fisco. Ad aiutare l'imprenditore nell'operazione ci pensava un commercialista di 79 anni, il quale a sua volta reinvestiva i proventi illeciti nell'acquisti di immobili, poi intestati a diverse aziende, amministrate da meri prestanome. Il sistema è però crollato grazie alle indagini dei finanzieri pavesi.