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Pd, Calabrò “bacchetta” Scuvera: “Per il sindaco no a scelte imposte dall’alto”

"No ad ordini calati dall’alto sulla scelta del candidato sindaco". A poche ore dalla sua elezioni come segretaria provinciale del Partito Democratico, Chiara Scuvera è già al centro della polemica. Roberto Calabrò, segretario uscente del capoluogo, ha voluto scriverle una lettera. Una risposta ad un’intervista rilasciata dall’ex deputata ai quotidiani locali in cui indicava in Massimo Depaoli la persona da cui ripartire in vista della tornata elettorale del 2019 che riguarderà Pavia.

"Il Pd - ha replicato Calabrò - ha sempre lavorato per la città mettendo al primo posto il bene comune e i suggerimenti che sono venuti da iscritti e cittadini, sempre in piena autonomia rispetto al livello provinciale". L’endorsement di Chiara Scuvera nei confronti del sindaco uscente, dunque, non è affatto andato giù alla segreteria cittadina. "Riguardo alla tua intervista - ha precisato Calabrò - è opportuno precisare che il Pd di Pavia parte dagli iscritti e dai circoli e non dai vertici e cerca di costruire proposte concrete, raccogliendo le indicazioni di chi vive in città e vuole migliorarla".

Parole chiare che si fanno scontro frontale quando Calabrò prosegue precisando che "non c’è spazio per ordini calati dall’alto". I nervi in via Taramelli sono tesissimi ed  è evidente come la figura di Depaoli crei ulteriori spaccature sul fronte del centrosinistra. "Sulla scelta del candidato sindaco - ha precisato il segretario cittadino - credo sia inutile creare tensioni ingiustificate". La conclusione è chiara: "cercheremo un candidato unitario senza imposizioni da parte di nessuno".