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Bonifica area Necchi, toccherà al Comune di Pavia

La bonfica dell’area Necchi toccherà a Palazzo Mezzabarba. A deciderlo è il tribunale di Pavia che da ormai sei anni si sta occupando della procedura di fallimento e della vendita all’asta dell’area. Una decisione che va contro quanto stabilito inizialmente dal comune. La giunta, con un’ordinanza, aveva infatti imposto che fosse il custode giudiziario a rimuovere i sacchi contenti l’amianto. Un intervento dal costo complessivo di 60mila euro che il custode non ha voluto sostenere. Dopo un anno e mezzo di infiniti tira e molla dunque la decisione del tribunale: decisione arrivata proprio su richiesta dello stesso custode. Ma non è solo lo smaltimento dei sacchi di amianto a far discutere: da tempo il sindacato di polizia Lo Scudo si batte per la bonifica dell’area dismessa visto che la zona confina con la questura del capoluogo. Due sono ora le ipotesi percorribili per il Mezzabarba: procedere alla rimozione dei sacchi oppure, in alternativa, emettere un’ordinanza per far procedere il proprietario fallito, ovvero colui che ha inquinato l’area. Del resto il comune di Pavia non ha potere di entrare nella Necchi se non attraverso un’autorizzazione da parte del custode. Senza contare gli alti costi previsti per intervenire all’interno dell’area visto che la decisione del giudice prevede anche una bonifica. Una spesa piuttosto onerosa anche per le casse dell’amministrazione del Mezzabarba.