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Pavia, pioggia di cause sul Comune. Gli avvocati costeranno 200mila euro

Una pioggia di cause che alla fine dell’anno costerà al Comune di Pavia oltre 200mila euro. E’ allarme rosso sulle spese legali dell’ente, argomento che nelle scorse settimane è stato fonte di dibattito anche durante il consiglio comunale. Nell’ultima riunione di giunta infatti l’amministrazione è stata costretta ad attingere altri 50milae euro dal fondo di riserva. Aziende escluse dagli appalti e il ricorso alla giustizia da parte di privati  sta facendo scattare l’allarme rosso: la stima è di chiudere il 2018 con oltre 200mila euro di spese legali con circa 70 fascicoli da gestire. I casi più spinosi sono ovviamente quelli che riguardano le aziende escluse dalle gare di appalto e che quindi ricorrono per provare ad ottenere l’incarico. Ricorsi al tar che sono ormai una prassi per qualunque azienda ma che rappresentano un problema non da poco per l’amministrazione comunale se si pensa ai tempi lunghi delle pratiche e ai relativi esborsi economici. Basti citare, a titolo di esempio, il caso dell’affidamento dell’illuminazione pubblica in città alla ditta francese Citelum, oggetto di una lunga battaglia di carte bollate, oppure il servizio di cremazione del cimitero, oggetto di tre ricorsi con tutti i disagi gestionali raccontati negli ultimi mesi. Una pioggia di casi che si sta moltiplicando negli ultimi tempi con ripercussioni sia economiche che amministrative per l’ente.