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Hanno in giardino un dromedario e altre specie esotiche: denunciati a Voghera

Tenevano in giardino un dromedario e molte altre specie esotiche, ma sono stati scoperti e denunciati dai carabinieri. Il blitz è scattato nelle scorse ore in un’area rurale alla periferia est di Voghera. E' qui diversi cittadini da qualche tempo segnalavano con preoccupazione la presenza di animali di varie specie tenuti in cattive condizioni igienico sanitarie. Nel corso dell’ispezione i carabinieri di Voghera con il supporto dei forestali di Rivanazzano Terme e di un veterinario dell’Ats di Pavia hanno in effetti appurato una situazione ormai insostenibile. Sia per le condizioni in cui erano tenute le bestiole, definite dai militari “precarie e incompatibili con la loro natura”, sia perché sembra che alcuni degli animali in seguito sequestrati apparterrebbero a specie protette. Nell’area, oltre al dromedario, sono stati trovati tucani, barbagianni, amazzoni verdi, pellicani, gru e cicogne di varie razze, oltre a un emù e a dieci fenicotteri rosa. Insomma davvero una piccola arca di Noè alle porte di Voghera, se non fosse che secondo gli inquirenti la situazione come detto fosse davvero insostenibile e così, oltre ad avviare le indagini per stabilire l’esatta provenienza degli animali sequestrati ed affidati a centri specializzati, hanno denunciato a piede libero i due proprietari dell’area, originari del Milanese ma domiciliati a Voghera. E sempre nell’ambito dei controlli straordinari per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica disposti dal comando provinciale, sono scattate ingenti sanzioni ai danni di una nota società con sede a Medassino che commercializza prodotti per l’agricoltura. Il controllo, finalizzato anche alla prevenzione di incendi su materiale di stoccaggio, ha permesso agli inquirenti di accertare gravi violazioni alle normative di settore. I Carabinieri di Voghera hanno comminato sanzioni amministrative di oltre 6.000 euro poiché l’amministratore deteneva fitofarmaci senza certificato di abilitazione. Inoltre, nel capannone erano custoditi ingenti quantitativi di materiale altamente infiammabile, senza che fossero presenti i prescritti requisiti in materia di prevenzione ed incendi.