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Cavalcavia La Marmora a Vigevano, atteso il dissequestro. Tempi lunghi per i lavori

È attesa a giorni la decisione del pm Valentina Terrile sulla richiesta di dissequestro del cantiere del cavalcavia La Marmora di Vigevano. I sigilli sono stati posti dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro il 10 agosto scorso, a seguito di un’ispezione durante la quale era stato riscontrato il mancato rispetto degli adempimenti richiesti in materia di sicurezza. Il cantiere era ripreso ai primi di luglio, dopo il primo stop imposto dai militari e che aveva portato alle dimissioni del responsabile della sicurezza. Condizioni di lavoro che mettevano in pericolo i lavoratori, secondo quanto osservato dai carabinieri, che però in quell’occasione si erano limitati a fermare tutto senza proporre il sequestro. Cosa che invece hanno fatto a seguito del sopralluogo di inizio agosto, ottenendo poi il decreto di convalida del pm. Nella Vigevano semideserta che si preparava a festeggiare il ferragosto, la notizia del sequestro ha comunque fatto rumore. La domanda che tutti si sono fatti è: quali conseguenze ci saranno sui tempi di riapertura? “Sul cavalcavia servono ancora un mese di lavori”, ha dichiarato il sindaco Sala negli scorsi giorni nel corso di una conferenza stampa, e quindi i calcoli, in questo senso, sono semplici da fare. Tutto dipende, insomma, da quando gli operai potranno tornare al lavoro. L’attenzione, quindi, in questo momento è concentrata sull’ottenimento di un via libera da parte della procura. Il comune ha affidato all’avvocato Paolo Verlucca Raveri l’incarico di formulare la domanda di dissequestro, che è stata presentata la scorsa settimana. La palla adesso è in mano al pm, che avrebbe avviato approfondimenti d’indagine. Le tesi presentate dal comune di Vigevano si basano fondamentalmente su due ordini di motivi: da una parte si sottolinea che l’attuale responsabile della sicurezza era in cantiere al momento dell’ispezione dei carabinieri e stava lavorando per l’adempimento agli obblighi; dall’altra parte si contesta l’opportunità del sequestro dell’intera area di cantiere, dato che non tutte le fasi di lavorazione compaiono nelle contestazioni del verbale. Il pronunciamento del pm, come detto, sarà questione di giorni: se l’esito sarà negativo, il comune si rivolgerà al tribunale del riesame. Ogni giorno che passa, intanto, fa automaticamente slittare la possibile data di riapertura del La Marmora, generando un effetto domino su altri cantieri programmati dall’amministrazione: prima fra tutti la manutenzione del cavalcavia Togliatti, per il quale in estate sono stati fatti i primi interventi, ma di cui sarà necessaria una chiusura parziale con senso unico alternato che il sindaco Sala non intende operare finché non sarà agibile il by-pass dell’ospedale. L’altra opera ancora in attesa, di competenza delle ferrovie, è la sistemazione del sottopasso di via Mascagni, che però rappresenta una delle principali alternative a corso La Marmora.