• Pavia:

Sigilli al compro oro del presunto basista di Casteggio

Nonostante per bocca del suo avvocato continui a professarsi innocente, per Stefano Sozio, il presunto basista delle gang che hanno messo a ferro e fuoco le colline dell’Oltrepo con continui furti, i lucchetti della cella di Pavia restano chiusi e anzi, la questura dato corso alla revoca della licenza del compro oro di Casteggio di cui il 39enne era titolare e che, secondo le indagini, sarebbe stato il luogo in cui venivano ricettati molti oggetti preziosi rubati su sua indicazione. Il provvedimento, richiesto dai carabinieri di Stradella e accordato dalla questura, è diventato effettivo lunedì. Il negozio si trova a fianco dell’agenzia immobiliare di cui lo stesso Sozio sarebbe socio. Due attivietà, quella dell’intermediazione per compravendite e affitti di case e quella del compro-oro, che secondo gli investigatori servivano al presunto basista, per addocchiare eventuali casseforti o oggetti di valore nelle proprietà private e infine, dopo che le bande di ladri entravano in azione, per far sparire i gioielli. Accuse che, come detto, i legali di Sozio respingono, sostenendo che l’unico capo di imputazione al momento per lui è quello di ricettazione, non quello di aver ordinato e coordinato le scorribande delle gang di ladri venuti dall’est europa. Fonti investigative parlano invece di prove schiaccianti in tal senso.