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Maugeri, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

E' ancora alta tensione tra dirigenza e dipendenti degli istituti clinici Maugeri. I sindacati nelle scorse ore hanno annunciato lo stato di agitazione. L'azienda, nell'incontro di lunedì pomeriggio, ha annunciato infatti di non voler pagare, agli infermieri, né gli arretrati, né gli adeguamenti salariali previsti dal nuovo contratto nazionale della sanità pubblica. Eppure, spiegano i sindacati, non più tardi di sei mesi fa abbiamo siglato un accordo che prevedeva per tutti i lavoratori assunti alla data del 31 dicembre 2017 il mantenimento del contratto della sanità pubblica e l'applicazione del contratto della sanità privata solo per i nuovi assunti a partire dal 2018. L'azienda ha spiegato che l'applicazione del nuovo contratto nazionale sarebbe troppo costosa per le casse dell'ente e si è detta disposta a pagare gli arretrati, circa 800 euro a testa, solo a chi sarà disposto a passare all'accordo della sanità privata che però prevede tutele inferiori. Una sorta di ricatto, ribattono i sindacati, che non tiene conto dei sacrifici fatti dai lavoratori negli ultimi cinque anni. Dallo scoppio dello scandalo dei fondi neri, nel 2012, i lavoratori hanno rinunciato a parte dello stipendio per permettere alla ex Fondazione di sopravvivere: un taglio di 4 milioni e mezzo all'anno che ha permesso alla nuova dirigenza di mantenere i livelli occupazionali e di proseguire l'attività di tutti i centri attivi in Italia. Ora, però, lo stato di agitazione, proclamato a livello nazionale, rischia di trasformarsi in uno scontro vero e proprio: i sindacati hanno annunciato che se le trattative non dovessero andare a buon fine, si passerà alle vie legali. In queste ore non si esclude inoltre la possibilità di uno sciopero generale.