Vino “taroccato” in Oltrepò: operazione dei Nas in una cantina

Zucchero nel vino per farlo fermentare. Una pratica che in alcuni stati è legale, ma che in Italia è considerata una sofisticazione bella e buona, con tanto di sequestro del prodotto e denuncia penale per l’azienda pizzicata. È quanto hanno scoperto il carabinieri del Nas in collaborazione con la Repressione frodi lombarda in una cantina dell’Oltrepo orietale. Il fatto ha portato al sequestro di 100 ettolitri di vino, equivalenti a circa 160mila euro di valore sul mercato. E a finire sul banco degli imputati, è, ancora sui malgrado, il pinot grigio, il vino al centro dello scandalo alla sociale di Broni Casteggio di alcuni anni fa. Per scoprire il...taroccamento, il campione di vino prelevato dagli inquirenti nella cantina oltrepadana, di cui non è stata resa nota l’identità, è stato inviato in un laboratorio in Sicilia. L’esito delle analisi avrebbe rilevato in modo incontrovertibile l’aggiunta di zucchero. È scattata quindi la denuncia all’autorità giudiziaria, e ora il tribunale di Pavia dovrà decidere sull’eventuale processo a carico del titolare, a cui sono stati contestate anche diverse violazioni amministrative con una multa salatissima per diverse decine di migliaia di euro. Il Consorzio Tutela Vini ha condannato con fermezza il nuovo caso di frode: “In un Oltrepò che volta pagina e guarda al futuro – ha spiegato il direttore Emauele Bottiroli - siamo ancora costretti  commentare un caso di frode in commercio, che riguarda una tipologia Igt già al centro di una maxi inchiesta giudiziaria. Esistono due Oltrepò, ma ci deve essere spazio solo per quello virtuoso”.