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Soldi falsi a Montù Beccaria: il presunto falsario patteggia 4 anni

Il presunto falsario ha patteggiato 4 anni di reclusione. Si è conclusa così la prima udienza preliminare in tribunale a Pavia per una vicenda che, nel dicembre scorso, ha fatto scalpore: un uomo e una donna arrestati dai carabinieri a Montù Beccaria col portafogli pieno di banconote false, oltre a droga e ad un proiettile. Alcune settimane prima dell’arresto i due, lui 38enne di Pavia, lei 33enne di Sannazzaro avevano tentato di fare la spesa con quei soldi in un negozio in Lomellina ma erano stati scoperti quasi subito perché la clonazione delle banconote era stata perlomeno approssimativa. In pratica avevano fotocopiato un biglietto da 50 euro con la stampante di casa. La carta, sì, peso e consistenza sembra non ci andassero molto lontano, ma non c’era nessuna filigrana e il numero di serie per tutte e 11 le banconote trovate dai carabinieri tra le tasche e le abitazioni dei due falsari era sempre lo stesso. Nella casa di lui, Donato Marchese, i militari hanno trovato anche il cuore dell’attività clandestina morta bloccata praticamente sul nascere: una normale stampante a getto d’inchiostro. I due sono stati quindi accusati di detenzione di denaro falso e di spaccio di droga, perché nel corso delle perquisizioni oltre ad alcuni grammi di hashish, i carabinieri di Stradella hanno ne hanno trovati anche 6 di cocaina e un bilancino di precisione di quelli usati abitualmente dai pusher.