• Pavia:

Truffa dell’oro: le parti civili reclamano i risarcimenti

Sono 82 su un totale di 130 vittime accertate, le parti civili che avranno diritto a chiedere un risarcimento alla banda della truffa dell’oro di Voghera, che secondo gli inquirenti tra il 2011 e il 2017 avrebbe incassato 2,5 milioni di euro da centinaia di investitori, traditi dalla promessa di lauti profitti e dalla pubblicità ingannevole della Italpreziosi Italy, società fantasma che sfruttava l’omonimia con una società reale e seria, leader nella compravendita di oro, la Italpreziosi Italia. Alla sbarra ci sono 4 persone, accusate di associazione a delinquere, esercizio abusivo del credito, truffa, riciclaggio di denaro. Tra questi, le figure chiave del raggiro seconodo gli inquirenti sarebbero due, il 45enne di Tortona Stefano Mutti, titolare della società fittizia con sede in via Emilia a Voghera, e Andrea Rigolli, 57 anni, originario di Valenza ma residente nel Monferrato. Entrambi hanno optato per il giudizio con rito abbrevviato, che garantisce in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena e il processo a porte chiuse. Gran parte dei due milioni e mezzo rastrellati nel Nord Italia, sono scomparsi, ma gli inquirenti sono riusciti a scovare e sequestrare almeno 600mila euro depositati in diversi conti bancari e lingotti d’oro. Sicuramente pochi rispetto al maltolto e considerato il fatto che alcuni investitori, traditi dalla promessa di facili guadagni avevano consegnato a Mutti e compagni cifre ingentissime, anche vicine al mezzo milione di euro. Oltre alla probabile sentenza per i due imputati Mutti e Rigolli, accusati dei reati più gravi, il prossimo 26 aprile i giudici decideranno sulle sorti degli altri due membri del presunto sodalizio criminale: il 67enne bergamasco Antonio Perego e la 59enne di Abbiategrasso Elisabetta Speroni.