• Pavia:

Necropoli di Gambolò: spuntano altre tombe e arredi funerari. Intanto Snam dà la possibilità a continuare gli scavi

Gli scavi della necropoli longobarda di Gambolò non rimarranno degli incompiuti. Snam, infatti, avrebbe dato una disponibilità di massima a proseguire con i lavori delle squadre di archeologi anche dopo che il cantiere del metanodotto sarà terminato. Dalla scoperta delle prime tombe, infatti, incombeva la spada di Damocle del fattore tempo. Formalmente la società che sta costruendo il metanodotto sarebbe tenuta a occuparsi dei reperti archeologici soltanto per la durata del cantiere principale, ovvero quello del metanodotto. Dai contatti tra soprintendenza e Snam, però, si sarebbe trovata buona disponibilità da parte dell’azienda a proseguire in ogni caso fino a che l’area archeologica non sarà completamente definita. Gli specialisti, intanto, hanno sospeso in questi giorni le attività a causa delle piogge. Maltempo a parte, alla Belcreda si lavora a pieno ritmo, ed è già stato effettuato un ampliamento verso ovest della zona interessata dagli scavi. Le tombe riportate alla luce sono attualmente 25. L’opera di escavazione delle tombe, spiegano gli esperti, è piuttosto rapida. Più attenzione richiedono invece le repertazioni e le catalogazioni. Secondo quanto trapelato, si sono già trovati diversi corredi funebri di rilevante importanza storica, anche in funzione del fatto che in provincia di Pavia non erano presenti, finora, delle testimonianzae della prima epoca longobarda. Parte del materiale rinvenuto dovrà essere sottoposto a restauro: è il caso, in particolar modo, dei manufatti in metallo, danneggiati dall’acidità del terreno. I reperti vengono man mano affidati alla soprintendenza, che dovrà occuparsi dei restauri affidando gli incarichi agli esperti. L’obiettivo a lungo termine è naturalmente quello di arrivare a una pubblica esposizione di quanto ritrovato, anche se l’impressione è che ci vorrà ancora un po’ di tempo. Il comune di Gambolò, intanto, ha rinnovato l’invito a ospitare i reperti presso il locale museo archeologico.