• Pavia:

Omicidio badante Miradolo: “Era troppo ossessivo”

Era geloso e possessivo e l’aveva minacciata di morte. Così la nipote di Ladvije Kruja, detta Dea, la badante albanese di 40 anni ritrovata cadavere nel Po nei pressi della diga di Isola Serafini nel giugno 2016 e che, come è stato confermato dalla procura di Lodi che ha arrestato il suo ex compagno con l’accusa di omicidio, è stata uccisa. La giovane aveva messo in guardia i magistrati: è stato lui, ne sono sicura, era violento e non si rassegnava alla fine della loro relazione – aveva detto nel corso degli interrogatori. E al termine di un indagine lunga e complessa, gli inquirenti hanno messo un punto fermo in questa tragica vicenda con il fermo di Franco Vignati, pensionato 64enne ex assessore del comune di Chignolo Po. Il 30 maggio di due anni fa sarebbe stato lui a convincere Dea a seguirlo a San Colombano con la scusa di un offrirle un nuovo lavoro. I due hanno preso un caffè, poi si sono portati in una zona rurale lungo il fiume Lambro. Hanno parlato, ma quando lei ha capito che non c’era nessun lavoro e si trattava di una scusa per provare a ricucire una relazione finita, ha provato ad andarsene. È a quel punto, secondo la ricostruzione della procura di Lodi, che Vignati avrebbe estratto la pistola calibro 7,65 dalla tasca sparandole un colpo alla nuca e gettando il cadavere nel Lambro. Da lì la corrente ha trascinato il corpo della donna fino al Po e da lì alla diga di Isola Serafini, dov’è stato ripescato il 7 giugno ormai quasi irriconoscibile. Il luogo del delitto non era in effetti lontano da dove era stata trovata l’auto della badante. A Vignati è stato contestato l’omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione perché l’arma del delitto, regolarmente detenuta, la sarebbe andata a prendere a casa dell’ex moglie due giorni prima di uccidere la povera donna.