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Bulli di Mortara: in tribunale sentiti i giovani imputati

Oggi sono stati sentiti gli imputati, i cinque minorenni che per mesi hanno tormentato un loro coetaneo con scherzi e vessazioni che si sarebbero anche trasformate in uno stupro. Continua, a Milano, il processo sui baby bulli di Mortara. I cinque adolescenti, di età compresa 15 e i 17 anni e residenti a Mortara e Robbio, sono a processo con rito abbreviato con le accuse di violenza sessuale, riduzione in schiavitù, stato di incapacità procurato mediante violenza, pornografia minorile e violenza privata. I fatti risalgono ai primi mesi del 2017: i ragazzi avevano preso di mira un 15enne e per settimane lo avevano bersagliato con insulti, offese e vessazioni. In un'occasione, avevano trascinato il 15enne in campagna, appeso a testa in giù su un ponticello e poi violentato con una pigna. La foto di quella violenza, scattata con il cellulare da uno di loro, è una delle prove agli atti. Nel marzo del 2017 quattro membri del gruppo erano stati arrestati dai carabinieri, a seguito di un lungo lavoro di indagine, e trasferiti nel carcere Beccaria di Milano: il quinto era stato inserito invece in una comunità dove in seguito sono stati collocati anche gli altri. Nel corso degli interrogatori tutti hanno ammesso le loro responsabilità, chiedendo di venire giudicati con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Viste le accuse, rischiano comunque condanne pesanti, fino a cinque anni di carcere. I cinque hanno comunque responsabilità diverse: gli inquirenti hanno appurato che la banda aveva un capo e gli altri, di fatto, seguivano i suoi ordini. Durante il processo è stata anche acquisita agli atti la relazione di uno psichiatra che ha confermato lo stato di fragilità emotiva della vittima. La sentenza del giudice del tribunale dei minori è prevista per il primo marzo.