• Pavia:

Bascapè, coppia fa sesso in campagna e viene rapinata. Arrestato tunisino

Avevano minacciato e rapinato una coppietta che si era appartata nelle campagne attorno a Bascapè ed erano poi fuggiti a bordo della loro auto, un'Audi A3. Ora uno dei tre malviventi responsabili della rapina è stato arrestato dai carabinieri, dopo un'intensa attività di indagine che in pochi giorni ha permesso di fermare due persone e di ritrovare l'auto. Le forze dell'ordine, dopo la rapina, avevano iniziato le ricerche dell'Audi. Nel tardo pomeriggio di martedì un equipaggio della stazione dei Carabinieri di Lodi Vecchio l'ha individuata nei pressi di Salerano sul Lambro, comune del lodigiano a pochi chilometri dal pavese. E' iniziato così un lungo inseguimento, a folle velocità per le vie del paese e di altri centri limitrofi, con i due uomini a bordo dell'Audi che hanno tentato più volte di far finire fuori strada i militari. Ad un certo punto i malviventi hanno imboccato una strada di campagna vicino a Gugnano, frazione di Casaletto Lodigiano: dopo poche centinaia di metri uno dei pneumatici dell'Audi è esploso e i due occupanti hanno quindi provato a fuggire a piedi. I carabinieri, con l'aiuto dei colleghi della stazione di Landriano, li hanno inseguiti e bloccati dopo pochi minuti, anche se entrambi hanno opposto resistenza. L'uomo alla guida, un tunisino di 51 anni, in Italia senza fissa dimora, dovrà rispondere delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. L'altra persona a bordo dell'auto era invece un 19enne italiano, residente a Castiraga Vidardo, ma di fatto senza fissa dimora. Secondo i carabinieri sarebbe proprio l'italiano, riconosciuto dalle vittime grazie alle foto segnaletiche, uno dei tre responsabili della violenta rapina messa a segno a Bascapè. Entrambi erano comunque già noti alle forze dell'ordine. Dopo aver perquisito l'auto, i militari hanno trovato anche un manico d'ascia lungo 60 centimetri, subito posto sotto sequestro. Al termine delle formalità di rito, i due malviventi sono stati trasferiti in carcere a Lodi, a disposizione dell'autorità giudiziaria.